
D O M/ SANCTES DE SALVIS DONV VITALE SAVINIS/DONANS VITALIS CALVA SANCTIQ SAVINI,/ MVNVS IN HOC SAXO NOMEN Q ILLVSTRATI NAVRO/ PLVS, QVAM SYDEREO INSIGNI, SIGNO Q LEONIS/ 1666
APREM, n. 34, c. 77; A.L. Restorelli, Notizie della Pieve di Monte San Savino scritte dall’arciprete Anton Leone Restorelli l’anno 1774, BCA, ms. 82, cc. 22, 23v.; G. Centrodi, R. Giulietti, G. Romanelli, Monte San Savino. Letture e riletture storico-artistiche, Città di Castello, Stampa Petruzzi, pp. 70-71.
Epigrafe celebrativa sormontata da stemma di Santi Salvi

Datazione
Ubicazione
Descrizione
Questa iscrizione giunge a commemorare la donazione delle teste dei santi patroni di Monte San Savino, Vitale e Savino, mossa da Iacopo di Santi Salvi nel 1666. Al 4 gennaio 1665 risale la rogazione del contratto da parte di ser Carlo Bonfigli all’arcipretura, che attestava la prelevazione degli autentici crani di san Savino e san Vitale dal cimitero di santa Priscilla a Roma. L’iscrizione è accompagnata da uno stemma a scudo della famiglia Salvi sormontato da elmo con cimiero e nastri, di gusto tardo manierista, e separato internamente da una banda orizzontale, nella cui parte superiore figurano una zampa leonina e una stella a sei punte.
Notizie storico critiche
Nel 1665 Santi di Iacopo Salvi donò alla pieve dei Santi Egidio e Savino i crani dei santi Savino e Vitale, rispettivamente patrono e compatrono di Monte San Savino, che furono collocati all’interno di due urne in cristallo e rame argentato inserite in delle nicchie ricavate nelle muraglie architettoniche retrostanti all’altare. Nell’atto rogato il 4 gennaio 1666 si davano disposizioni affinché le sacre reliquie fossero protette ciascuna con una tripla serratura e si stabiliva che le chiavi dovessero essere custodite dal gonfaloniere, dal pievano e dallo stesso donatore fino al termine della sua vita. A fare da copertura allo spazio scavato per far posto alle sacre reliquie furono posizionate delle tavole dipinte dal pittore locale Domenico Sozzini, che fu incaricato di lavorare ad un trittico raffigurante al centro sant’Egidio (ancora visibile sull’altare maggiore della pieve) e ai lati san Savino e san Vitale, in due tavole distinte (oggi conservate presso la canonica di Sant’Agostino). Nell’archivio storico preunitario un documento racconta delle celebrazioni che fecero seguito alla donazione dei resti mortali dei due santi, tra cui lunghe processioni solenni che si svolsero la prima domenica del luglio 1666. Le reliquie rimasero nel medesimo luogo fino al novembre 1754, quando l’arciprete Anton Leone Restorelli le dotò di nuovi contenitori in rame argentato, fatti fare da Cesare Angelucci, coadiutore a monsignor Rubini della Camera apostolica a Roma, da dove le nuove custodie arrivarono a Monte San Savino, passando prima da Montepulciano, poi da Cortona e infine ad Arezzo; le vecchie urne “mal ridotte con cristalli rotti (onde tra le dette sagre teste vi si annidavano i topi)” furono mandate ad Arezzo con i nuovi contenitori per permettere al vicario capitolare Conti di “accomodarvi le dette insigni reliquie” (Restorelli 1774 ms. 82, c. 23v.). Nel 1756, in occasione della fabbricazione del nuovo altar maggiore in stucco ad opera di Pietro Materno Speroni, la compagnia di San Sebastiano offrì 10 scudi perché i contenitori delle sacre reliquie fossero riposti in due nuove nicchie ricavate dietro il nuovo altare. A distanza di pochi anni, nel dicembre 1764, il Restorelli raccontava che sotto il pavimento della chiesa del Gran Priorato di Roma dell’Aventino, dell’ordine gerosolimitano, venne rinvenuta un’urna in argento risalente all’XI secolo, all’epoca di Gregorio VII, contenente i corpi di alcuni martiri, tra cui San Savino, del quale egli ottenne una costola, che fu collocata, insieme alle due teste, in una custodia di ottone, fatta fare dal vescovo coadiutore di Volterra, Alex Galletti (BCA, Ms. 82, A.L. Restorelli, Notizie della pieve, c. 5, in Monte San Savino.., a cura di G. Centrodi, R. Giulietti, G. Romanelli, Monte San Savino, Ed. Monte San Savino, 2023, p. 221.
Compilatore
Data di compilazione
D O M/ SANCTES DE SALVIS DONV VITALE SAVINIS/DONANS VITALIS CALVA SANCTIQ SAVINI,/ MVNVS IN HOC SAXO NOMEN Q ILLVSTRATI NAVRO/ PLVS, QVAM SYDEREO INSIGNI, SIGNO Q LEONIS/ 1666
APREM, n. 34, c. 77; A.L. Restorelli, Notizie della Pieve di Monte San Savino scritte dall’arciprete Anton Leone Restorelli l’anno 1774, BCA, ms. 82, cc. 22, 23v.; G. Centrodi, R. Giulietti, G. Romanelli, Monte San Savino. Letture e riletture storico-artistiche, Città di Castello, Stampa Petruzzi, pp. 70-71.
