
A. L. Restorelli, Notizie della pieve, BCA, ms. 82, c. 10; G. Centrodi, R. Giulietti, G. Romanelli (a cura di), “Monte San Savino. Letture e riletture storico-artistiche”, Città di Castello, Stampa Petruzzi, 2023, p. 59.
Capitello con stemma della compagnia dei Neri

Datazione
Ubicazione
Descrizione
Il capitello fa parte della fase rinascimentale della pieve della Misericordia e fu scolpito presumibilmente dalle maestranze settignanesi che a Monte San Savino operarono tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo. A queste si deve, infatti, la costruzione dell’intera tribuna presbiteriale, sorretta da due colonne con capitello scolpito, la cui realizzazione fu finanziata dalla Compagnia dei Bianchi e da quella dei Neri, celebrate con degli stemmi lì apposti. Nello specifico questo capitello, con foglie di acanto che formano dei riccioli a spirale e chiuso da un echino a ovuli, presenta al centro lo scudo con il Tau e il maialino, simboli di sant’Antonio Abate, protettore della Compagnia dei Neri, detti anche “flagellanti”, che prendevano a modello per le vesti i frati agostiniani e che a Monte San Savino, all’epoca della realizzazione di quest’opera, contavano ben duecento fratelli che si riunivano nell’attuale oratorio di San Giovanni. Il maialino, che nel Quattrocento veniva ancora rappresentato con le sembianze di un cinghiale con pelo irto sulla schiena, è caratterizzato da una campanella legata al collo, in ricordo del privilegio concesso dal Papa agli antoniani di poter allevare maiali in comunità, riconoscibili mediante l’apposizione di un campanello, utile affinché nessuno potesse sottrarli alla comunità dei monaci; il grasso dei maiali, infatti, era ritenuto un rimedio efficace per la cura del fuoco di sant’Antonio.
Notizie storico critiche
La costruzione della tribuna presbiteriale sorretta da colonne con questi capitelli scolpiti si deve all’azione del nuovo pievano Angiolo Galletti, che nel 1497 proseguì i lavori di ampliamento e abbellimento della pieve, precedentemente sostenuti dallo zio Domenico Galletti. Alla fase del reggimento della pievania da parte di quest’ultimo si possono ascrivere la costruzione del monumento funebre di Fabiano di Monte (2 giugno 1498) e della cantoria a loggetta che entro il 1503 andò a sorreggere l’organo appena costruito. Insieme alla Compagnia dei Bianchi e all’impegno economico del pievano Angelo Galletti – il cui stemma in pietra è inciso in mezzo alla cupola della tribuna -, la Compagnia dei Neri elargì del denaro non solo per l’esecuzione del capitello ma anche dell’intera tribuna, come ci racconta il Restorelli nel 1774.
Compilatore
Data di compilazione
A. L. Restorelli, Notizie della pieve, BCA, ms. 82, c. 10; G. Centrodi, R. Giulietti, G. Romanelli (a cura di), “Monte San Savino. Letture e riletture storico-artistiche”, Città di Castello, Stampa Petruzzi, 2023, p. 59.
