
D. O. M./IACOBAE DI MONTE F C ?MINAL CLARISS./ IVLII TERTI PONT. MAX. SORORI/ GERMANAE QVAE VIX ANN. LXVIII/ (i)VLIVS CORNEVS CAR(dinalis). AMPLISS(imus). ET A(s)CANIVS/ CORNEV(s) MATRI B(o)NE ME?ENT ?PO?S??/ OBIIT XIIII CAL. OCTOBR. AN SA?? M D ??/
A. Fortunio, Cronichetta del Monte San Sauino di Toscana.., In Firenze: nella stamperia di Bartolomeo Sermartelli, 1583, [8] ; 4°. [vita di Ascanio a pp. 46-51]; G. Centrodi, Orazio Porta, in “Quaderni dell’istituto di Storia dell’Arte: anni 1982-1983”, Arezzo, Facoltà di Magistero Università di Siena, 1984, pp. 87, 89 (con bibliografia di riferimento); Visita Pastorale del Vescovo Lorenzo degli Acciaiuoli (1461-1473),in Visite Pastorali dal 1257 al 1516, I, a cura di S. Pieri e C. Volpi, Arezzo- Archivi Diocesani, 2006, pp. 229-230; Visite pastorali del vescovo Bernardetto Minerbetti (1537-1574), in “Visite Pastorali dal 1521 al 1571”, II, a cura di S. Pieri e C. Volpi, Arezzo-Archivi Diocesani, 2008, pp. 278-279; F. Sabba, Ascanio I della Corgna e alcuni suoi familiari nei documenti del tempo (con una appendice bibliografica e documentaria), in “Bibliothecae.it”, 5 (2016), 2, 40-73, pp. 40 e ss.; G. Centrodi, R. Giulietti, G. Romanelli (a cura di), Monte San Savino. Letture e riletture storico-artistiche, Città di Castello, Stampa Petruzzi, 2023, p. 128.
Stemma sorretto da Angeli con iscrizione

Datazione
Ubicazione
Descrizione
Questo stemma tipicamente tardo manierista, sorretto da putti e dedicato alla famiglia Ciocchi Di Monte, è conservato con il corrispettivo sottostante sul lato sinistro del coro, nell’area presbiteriale della pieve dei santi Egidio e Savino. L’affresco trova somiglianze con simili putti e simili stemmi a volute eseguiti da Salvio Savini tra le grottesche della villa del cardinale Fulvio Giulio della Corgna a Perugia, tra 1575 e 1583, anche se la parte sottostante, quasi illeggibile ma con la medesima dedicazione ai Di Monte nello stemma, è probabilmente più antica. Il gusto è altresì riconducibile a quello proposto dalla cerchia dell’Allori presso gli Uffizi, dove il trionfo della grottesca si sposava bene con il linguaggio tardo manierista proposto dai suoi allievi come Giovanni Bizzelli o dal giovane Bernardino Poccetti. Gli affreschi sono stati riportati alla luce in occasione dei restauri indetti dalla Soprintendenza aretina nel 1969 e furono presumibilmente coperti all’epoca delle modificazioni operate nella pieve dal muratore Bianchi per volontà di Anton Leone Restorelli, alla metà del XVIII secolo; tra le operazioni risulta che fosse avvenuto anche lo spostamento della porta di ingresso laterale, con conseguente ricostruzione di una nuova residenza per il Magistrato e per la Fraternita. Nell’area degli affreschi esisteva, infatti, il monumento funebre di Fabiano di Monte, che fu ricollocato sotto la cantoria sul lato sinistro. Sarebbe suggestivo pensare che la struttura architettonica disegnata dalle linee degli affreschi potesse ospitare un simile monumento commemorativo dedicato a Iacoba di Monte, sorella del papa Giulio III di Monte e qui celebrata dai figli Fulvio Giulio e Ascanio della Corgna, la cui salma è sepolta presso la chiesa perugina di San Francesco al Prato. Centrodi ha ipotizzato che quest’area della pieve fosse stata utilizzata tra XVI e XVII secolo come cappella funebre della nobile famiglia Di Monte e che questi affreschi siano ascrivibili al savinese Orazio Porta.
Notizie storico critiche
Gli stemmi della famiglia Del Monte, seppur di epoche diverse, dimostrano l’importante ruolo svolto da questa famiglia a Monte San Savino, città natale del papa Giulio III, che non si dimenticò delle sue origini e della pieve del suo paese, tanto da aver progettato nel 1550 di assurgere a diocesi Monte San Savino. L’epigrafe ad affresco, inserita in un tabellone, rappresenta un omaggio da parte di Ascanio (1516-1571) e Fulvio Giulio della Corgna (1517-1583) alla “madre amorevole” Iacoba di Monte (1492-1559), sorella del papa Giulio III e nipote di Fabiano di Monte, che si era unita in matrimonio a Francesco della Corgna e che nel 1550 aveva ottenuto dal fratello i territori del Chiugi perugino, Castiglione del lago, Montalera, Montecolognola e Bastia, giungendo a capo nel 1563 del Marchesato di Castiglione, del Chiugi e Castel della Pieve, più tardi divenuto ducato. Ella morì nel 1559, all’età di 68 anni, come si evince dal cartiglio qui collocato, avendo nella sua vita molto operato a Monte San Savino, ad esempio come “hospitalaria” dell’ospedale comunale di Santa Maria, nel quartiere Vertighe di Sopra, garantendo l’accoglienza dei pellegrini e dei poveri. Nell’ottobre 1551, nella visita pastorale condotta dal vescovo Minerbetti, si raccontava anche delle frequentazione che Iacoba ebbe con il monastero “de Castro” di Monte San Savino, dove aveva scelto tre suore, Lucrezia, Elisabetta e Filiziana, per servire e obbedire al pontefice Giulio III, suo fratello. Fulvio della Corgna, ammesso fin da giovane all’ordine dei cavalieri di Malta, ricordato nell’iscrizione come cardinale, faceva parte della corte dello zio cardinale Antonio Maria Ciocchi del Monte ed era divenuto vescovo e cardinale prete, aiutato da Giulio III; Ascanio della Corgna, condottiero, aveva preso parte al noto duello fiorentino contro Giovanni Taddei nell’ambito della guerra che vide contrapporsi Francesco I di Francia e Carlo V di Spagna. Quest’ultimo svolgeva a Monte San Savino un ruolo diplomatico di garante di giustizia, come ricorda una visita pastorale condotta nel 1561, nella quale il figlio di Iacoba di Monte si occupava di risolvere delle controversie scaturite in ambito di compravendita da tra Nero Galletti, pievano della pieve dei Santi Egidio e Savino, e Iacopo Restorelli. Nella sezione sottostante l’affresco ha perduto gran parte della cromia, rimanendo visibile solo come una semplice sagoma, privata degli azzurri che dovevano fare da sfondo alla campitura dell’arme Di Monte; ciò ci induce a riflettere sulla possibilità che questa porzione inferiore fosse di epoca precedente rispetto all’arme coi due puttini sovrastanti, di impianto pienamente tardo manierista, come si evince anche dall’andamento sintetico dei nastri filiformi che circondano lo stemma inferiore o dall’assenza delle volute modanate ad arricchire l’impianto dello scudo della nobile famiglia, che invece figurano sulla parte alta dell’affresco.
Compilatore
Data di compilazione
D. O. M./IACOBAE DI MONTE F C ?MINAL CLARISS./ IVLII TERTI PONT. MAX. SORORI/ GERMANAE QVAE VIX ANN. LXVIII/ (i)VLIVS CORNEVS CAR(dinalis). AMPLISS(imus). ET A(s)CANIVS/ CORNEV(s) MATRI B(o)NE ME?ENT ?PO?S??/ OBIIT XIIII CAL. OCTOBR. AN SA?? M D ??/
A. Fortunio, Cronichetta del Monte San Sauino di Toscana.., In Firenze: nella stamperia di Bartolomeo Sermartelli, 1583, [8] ; 4°. [vita di Ascanio a pp. 46-51]; G. Centrodi, Orazio Porta, in “Quaderni dell’istituto di Storia dell’Arte: anni 1982-1983”, Arezzo, Facoltà di Magistero Università di Siena, 1984, pp. 87, 89 (con bibliografia di riferimento); Visita Pastorale del Vescovo Lorenzo degli Acciaiuoli (1461-1473),in Visite Pastorali dal 1257 al 1516, I, a cura di S. Pieri e C. Volpi, Arezzo- Archivi Diocesani, 2006, pp. 229-230; Visite pastorali del vescovo Bernardetto Minerbetti (1537-1574), in “Visite Pastorali dal 1521 al 1571”, II, a cura di S. Pieri e C. Volpi, Arezzo-Archivi Diocesani, 2008, pp. 278-279; F. Sabba, Ascanio I della Corgna e alcuni suoi familiari nei documenti del tempo (con una appendice bibliografica e documentaria), in “Bibliothecae.it”, 5 (2016), 2, 40-73, pp. 40 e ss.; G. Centrodi, R. Giulietti, G. Romanelli (a cura di), Monte San Savino. Letture e riletture storico-artistiche, Città di Castello, Stampa Petruzzi, 2023, p. 128.
