Home 5 Progetto 5 Nascita di san Giovanni Battista

136x95 cm.
Olio su tela

Luca 1, 57.66-80; A. O’Brien, Andrea del Sarto and the Compagnia Dello Scalzo, in «Mitteilungen des Kunsthistorischen Institutes in Florenz», 48, 1/2, 2004, pp. 258-267; “Il Seicento in Valdarno”, a cura di L. Fornasari, Firenze, Edifir, 2011, p. 116; Ciabattini, Michelangelo Vestrucci. “Luogotenente e accademico di Montevarchi”– Montevarchi 1569 post 1634, Firenze, Centro Stampa Toscana nuova, 2, 2013, p. 47; L. Bencistà, La Natività della Vergine di Michelangelo Vestrucci alla Cicogna e una Compagnia ritrovata, in «Memorie Valdarnesi», IX, 5, 2015, pp. 149-161; L. Bencistà, Sulla pittura di Michelangelo Vestrucci, in «Corrispondenza», 71, 2017, pp. 24-25; per immagini delle stampe da matrici cfr. ICCD.

Nascita di san Giovanni Battista

Ignoto pittore toscano attivo nel XVII secolo

Datazione

Secondo quarto del XVII secolo

Ubicazione

Museo del Cassero di Monte San Savino (dalla Confraternita di Misericordia di Monte San Savino)

Descrizione

La scena della nascita del Battista è ambientata all’interno di una camera, con letto a baldacchino, su cui riposa Elisabetta, madre del Battista, a cui una delle levatrici porge il figlio neonato; ella sta dettando al marito Zaccaria il nome del figlio, Giovanni, che viene trascritto su una tavoletta. Il Vangelo di Luca racconta, infatti, che Zaccaria ed Elisabetta, divenuti ormai anziani, avevano perso la speranza di avere una discendenza, ma l’arcangelo Gabriele annunciò l’arrivo del Battista a Zaccaria, il quale non crebbe all’annuncio divino e fu perciò punito e privato della parola. Quando dopo il parto fu il momento di vergare su tavola il nome nel neonato, tutti i parenti intendevano chiamarlo Zaccaria, ma la madre indicò a Zaccaria un altro nome e il padre scrisse “il suo nome è Giovanni”. L’opera risente di stilemi figli della maniera del Rosso Fiorentino, come la scelta di giochi cromatici intensi e di nuances ben chiaroscurate. Il disegno dei corpi è sovrastato dalle vesti rigonfie dei presenti, che si increspano in modo fitto e guizzante; ciò è l’esatta riproposizione di un affresco che fa parte di un ciclo di Andrea Del Sarto realizzato entro il 1524 per il Chiostro dello Scalzo a Firenze. L’opera, insieme al suo pendant con la decollazione del Battista, è vicina allo stile di Michelangelo Vestrucci, pittore di Montevarchi, attivo ad Arezzo alla metà del XVII secolo, rintracciabile nella scelta dei colori ripresi dal suo maestro Ludovico Cardi, detto il Cigoli, come ad esempio si evince dall’opera cortonese del Miracolo della mula, del 1597. La scelta di colori terrosi e giallognoli, molto vicini al color senape, dei rossi intensi e accesi che virano sull’arancio, e dei panneggi violacei, è perfettamente rintracciabili in altre opere del Vestrucci, come la Nascita di Maria conservata nella chiesa di Santa Maria Assunta ad Ambra (Bucine, Ar) del 1600, la Nascita del Battista conservata nella chiesa di San Martino a Foiano della Chiana, del 1624, o infine la Trinità con i santi della pieve di Sant’Eleuterio a Castel Focognano, del 1618.

Notizie storico critiche

Dalla Nascita del Battista di Andrea del Sarto discesero molte stampe da incisioni che contribuirono alla diffusione dei lavori dell’artista tra le successive generazioni di artisti, come avviene per il nostro dipinto, copia dell’affresco fiorentino di Andrea del Sarto: una stampa a bulino di un’incisione di Kruger Dietrich del 1617 è conservata alla Pinacoteca Nazionale di Bologna, (inv. Pn 6067 del 1979), un’altra a Capodimonte (Gabinetto Disegni e Stampe, Collezione Firmian, VOL. 70, F. 6); una di Camillo Tinti del 1771 è conservata nel Fondo Calcografico della Pinacoteca Repossi (inv. I00617) e un’altra copia a Capodimonte del 1773 dello stesso incisore (Gabinetto Disegni e Stampe, Collezione Firmian, VOL. 161, F. 7). Infine si segnala un disegno dell’opera realizzata dal pittore aretino Pietro Benvenuti, poi riprodotto a incisione e stampato da Benedetto Eredi nel 1792, come si conserva ai Musei Civici di Monza (DEF 3543).

Compilatore

Camilla Tonioni

Data di compilazione

2024
136x95 cm.
Olio su tela

Luca 1, 57.66-80; A. O’Brien, Andrea del Sarto and the Compagnia Dello Scalzo, in «Mitteilungen des Kunsthistorischen Institutes in Florenz», 48, 1/2, 2004, pp. 258-267; “Il Seicento in Valdarno”, a cura di L. Fornasari, Firenze, Edifir, 2011, p. 116; Ciabattini, Michelangelo Vestrucci. “Luogotenente e accademico di Montevarchi”– Montevarchi 1569 post 1634, Firenze, Centro Stampa Toscana nuova, 2, 2013, p. 47; L. Bencistà, La Natività della Vergine di Michelangelo Vestrucci alla Cicogna e una Compagnia ritrovata, in «Memorie Valdarnesi», IX, 5, 2015, pp. 149-161; L. Bencistà, Sulla pittura di Michelangelo Vestrucci, in «Corrispondenza», 71, 2017, pp. 24-25; per immagini delle stampe da matrici cfr. ICCD.

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