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Dipinto raffigurante santa Cecilia ed un giovane organista

Odoardo Vicinelli (Roma 1683-1755) (?)

Datazione

Sec. XVIII, primo quarto

Ubicazione

Nei locali della Misericordia di Monte San Savino

Descrizione

La tela, in cattive condizioni di conservazione, rappresenta S. Cecilia, vestita di rosso, con aureola, seduta in scorcio davanti ad un organo alla presenza di un giovane con veste nera e collo di pizzo, sopra di loro si apre un  tendaggio. Ha cornice in legno dorata decorata da foglie di acanto.

Santa Cecilia, la santa protettrice dei musicisti, ha come attributo, spesso, l’organo che suona.

Il ritratto e’ attribuibile ai modi di Odoardo Vicinelli , pittore attivo nell’aretino nella prima metà del XVIII del secolo.. Sono suoi alcuni ritratti tra cui  si ricorda quello del quello del frate cappuccino e cardinale Francesco Maria Casini del Palazzo dei Priori di Arezzo. il dipinto savinese si avvicina di più a quello del frate cappuccino Bernardo Catistini sempre del palazzo dei priori di Arezzo (vd. L. Fornasari e R. Spinelli, Arte in terra di Arezzo, Firenze, Edifir, 2007, p.60) di cui ricorda i modi nella realizzazione delle fisionomie dei ritrattati e per l’attenzione ad eseguire le lunghe mani che ritroviamo in Santa Cecilia.

Notizie storico critiche

La  Pieve e le Compagnie hanno  sempre sostenuto la musica e , vista la presenza di un organo,  un maestro di organo era salariato; in G. Romanelli, R. Giulietti, G. Centrodi, Monte San Savino, Letture e riletture storico-artistiche, 2023, Ed. Comune di Monte San Savino, pp 109-10 si parla di un  maestro di musica e per invogliarlo si alza il compenso a 62 scudi; in particolare la Compagnia dei Bianchi con il contributo di 12 scudi, si assicurava l’insegnamento di musica e di canto a 4 scolari da essa scelti.

Nel 1698 esisteva un maestro di cappella la cui scelta e riconferma dipendeva dalla fraternita, dalla compagnia del Corpus Domini e da quella dei Bianchi.

La mancanza di lavoro che costringeva all’ozio  un gran numero di ragazzi fu contrastata, nel 1745, con la selezione di 4 giovani da mandare alla scuola del Suono e del Canto e quindi di istituire il maestro di cappella che dirigesse il coro e insegnasse ai ragazzi  a suonare l’organo.

Ancora nel 1775 per lo scarso impegno viene congedato il prete e maestro di musica e di organo Girolamo Sestini pagato 12 scudi all’anno; si delibera di leggere un soggetto più abile a insegnare a 2 giovani con uno stipendio di 30 scudi.

Compilatore

Paola Semoli

Data di compilazione

2024