Home 5 Progetto 5 Ritratto del patrizio Alex Galletti

80 x 95 cm
Olio su tela

ALEX(ande)r GALLETTI SAVINAS PATRIT(iu)s ARRET(inu)s EPUS COAD(iuto)r VOLATER(ri)s/ IN SUMME OBSERVANTIE AC VERI GRATI AMI ARGUM CLERUS SECUL(ari)s SAVINENSIS 1768

G. Centrodi, Pittura a Monte San Savino, Comune di Monte San Savino, 1988; Santi, patroni, figure di santi religiosi e prelati nell’arte locale di Monte San Savino nei secoli XVI-XVIII. Catalogo della mostra, 23 novembre-1 dicembre 1996, n. 11; A. L. Restorelli, Notizie della Pieve (…) l’anno 1774, BCA, ms n. 82, cc. 5, 17v, in G. Centrodi, R. Giulietti, G. Romanelli (a cura di), “Monte San Savino. Letture e riletture storico-artistiche”, Monte San Savino, Ed. Comune di Monte San Savino, 2023, pp. 221, 229.

Ritratto del patrizio Alex Galletti

Pittore locale della prima metà del XVIII secolo

Datazione

1728

Ubicazione

Museo del Cassero di Monte San Savino (dalla Confraternita della Misericordia di Monte San Savino)

Descrizione

Il dipinto raffigura Alessandro Galletti, patrizio aretino e vescovo di Volterra, ritratto in vesti ecclesiastiche con la mozzetta grigia, chiusa da bottoni rossi, e sotto il rocchetto, paramento liturgico bianco riccamente ricamato, con i polsini delle maniche strette e foderate in rosso; egli è ritratto con lo sguardo volitivo ma pacato, le gote turgide e rosate e l’indice della mano sinistra a segnare le pagine di un testo sacro, come fosse stato colto dal ritrattista nel momento della preghiera. Il quadro, di tipico carattere ufficiale e celebrativo, è forse attribuibile ad un artista locale ignoto e fu commissionato “con somma devozione e gratitudine” dai canonici del clero secolare savinese, come ricordato nell’iscrizione dipinta sul margine superiore dell’opera.

Notizie storico critiche

Alessandro Galletti (1710-1782) fu vescovo di Volterra dal 1768 al 1782 e mantenne stretti rapporti con il suo paese di origine, Monte San Savino, dove lui stesso risiedeva nella Villa Galletti-Paci, su viale Diaz – poi passata ai Gamurrini e riedificata dai Ficai nel XIX secolo – e dove celebrò, nel 1753, la prima messa da sacerdote, presso l’ex monastero delle benedettine. Il 25 gennaio 1768, anno della commissione dell’opera, venne nominato vescovo coadiutore di Volterra da Pietro Leopoldo di Lorena e successivamente, il 31 gennaio del 1768, consacrato per tale ruolo da papa Clemente XIII nella chiesa dei Santi Apostoli a Roma; è quindi indubbio che il quadro sia stato richiesto per celebrare la nomina del Galletti al ruolo di vescovo da parte del suo luogo natìo. Fu grazie all’intercessione del Galletti che il 10 febbraio del 1745 Anton Leone Restorelli riuscì a primeggiare contro i “contendenti” e venne nominato pievano della chiesa dei Santi Egidio e Savino dalle mani del cappellano don Camillo Baldi. Il vescovo Galletti è altresì ricordato per aver acquisito da Monsignor Landini la reliquia della costola di san Savino nel luglio 1767, da lui riposta in una custodia in ottone e poi sigillata, insieme ai crani dei santi Vitale e Savino nella pieve della Misericordia.

Compilatore

Camilla Tonioni

Data di compilazione

2024
80 x 95 cm
Olio su tela

ALEX(ande)r GALLETTI SAVINAS PATRIT(iu)s ARRET(inu)s EPUS COAD(iuto)r VOLATER(ri)s/ IN SUMME OBSERVANTIE AC VERI GRATI AMI ARGUM CLERUS SECUL(ari)s SAVINENSIS 1768

G. Centrodi, Pittura a Monte San Savino, Comune di Monte San Savino, 1988; Santi, patroni, figure di santi religiosi e prelati nell’arte locale di Monte San Savino nei secoli XVI-XVIII. Catalogo della mostra, 23 novembre-1 dicembre 1996, n. 11; A. L. Restorelli, Notizie della Pieve (…) l’anno 1774, BCA, ms n. 82, cc. 5, 17v, in G. Centrodi, R. Giulietti, G. Romanelli (a cura di), “Monte San Savino. Letture e riletture storico-artistiche”, Monte San Savino, Ed. Comune di Monte San Savino, 2023, pp. 221, 229.

Opere correlate: