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100 x 75 cm
Olio su tela

Notizie della Pieve di Monte San Savino scritte dall’arciprete Anton Leone Restorelli l’anno 1774 (BCA, ms n. 82, c. 38v) in G. Centrodi, R. Giulietti, G. Romanelli (a cura di), “Monte San Savino. Letture e riletture storico-artistiche”, Monte San Savino, Ed. Comune di Monte San Savino, 2023, p. 242.

I Santi Antonio da Padova e Francesco di Paola

Francesco Bonichi (Arezzo, attivo alla metà del XVIII secolo)

Datazione

Metà del XVIII secolo

Ubicazione

Locali della Venerabile Confraternita di Misericordia di Monte San Savino (dal primo altare a sinistra della pieve dei santi Egidio e Savino)

Descrizione

Questo dipinto su tela di forma ovale, oggi conservato presso la sagrestia della pieve dei Santi Egidio e Savino e montato all’interno di una struttura lignea che funge da basamento all’opera, proviene, con grande probabilità, dal primo altare a sinistra della pieve suddetta ed era ubicato nel luogo in cui oggi si trova un tondo raffigurante San Luigi Gonzaga, evidentemente riadattato nelle dimensioni per poter essere collocato nella struttura dell’altare di fattura settecentesca, ad opera di Pietro Materno Speroni. L’opera è da ricollegare all’attività di Francesco Bonichi, come dichiara nella sua relazione l’arciprete Anton Leone Restorelli, che commissionò l’opera perché fosse collocata a sormontare il nuovo altare costruito dallo Speroni sotto patrocinio dell’Università dei Calzolari; nel dipinto figurano i Santi Antonio da Padova, contitolare di quella congregazione, e Francesco di Paola – e non Sant’Antonio Abate come finora si è creduto – uniti sotto il simbolo raggiante della CARITAS, come recita la scritta data a pennello sopra le loro teste e che caratterizza l’attività di San Francesco di Paola, spesso raffigurato con uno scudo gentilizio raggiato che inneggia alla carità, posto sul suo petto o sopra il suo capo. I due Santi sono ritratti con i consueti attributi iconografici: Antonio da Padova nella bontà della sua gioventù veste il saio nero e presenta la tonsura dei francescani, mentre tiene tra le mani dei gigli bianchi, che porta verso il cuore, in ricordo della sua purezza e della sua lotta al maligno. San Francesco di Paola viene invece ritratto anziano, col saio francescano bruno, la barba bianca e folta e una canna sotto il braccio sinistro, in ricordo di uno dei suoi innumerevoli miracoli.

Notizie storico critiche

Che nel 1748 sull’altare non fosse ubicato il tondo che oggi si osserva sopra il primo altare a sinistra della pieve è cosa certa; fu lo stesso Anton Leone Restorelli, arciprete della pieve, a raccontarci di aver commissionato a sue spese per quello stesso altare un ovale dedicato a Sant’Antonio da Padova e San Francesco di Paola, nel tentativo di riportare in vita il culto di questo Santo a Monte San Savino. Dalle notizie sulla pieve di Monte San Savino scritte dal Restorelli nel 1774 leggiamo infatti: “Vedesi in detta cima dell’altare un quadro in forma ovata rappresentante S. Francesco di Paola fatto a mie spese, pittura del sig.r Francesco Bonichi di Arezzo, abitante in Lucignano (…): vi feci fare l’imagine di detto Santo a fine di rimettere in piede la di lui divozione, avendo tra le scritture della arcipretura l’aggregazione della religione del detto Santo. Vi feci poi fare ancora l’imagine di S. Antonio di Padova perché si credeva che l’università de Calzolari volessero far nuovo quadro sotto il titolo de SS. Crespino e Screspiniano (…)”. E’ evidente, dunque, che questo ovale, fino ad oggi ritenuto un omaggio a Sant’Antonio Abate e Sant’Antonio da Padova, ritragga invece San Francesco di Paola e Sant’Antonio da Padova. Su San Francesco di Paola lo stesso Restorelli raccontava di aver voluto riabilitare il suo culto in Monte San Savino, come era accaduto anche ad Arezzo, come si evince dalla presenza di questo Santo al fianco di San Rocco nell’affresco, risalente al XVIII secolo, collocato nella lunetta che sormonta il portale della chiesa dei Santi Fabiano e Sebastiano ad Arezzo, divenuta dal 1785 sede della Compagnia della Misericordia di Arezzo.

Compilatore

Camilla Tonioni

Data di compilazione

2024
100 x 75 cm
Olio su tela

Notizie della Pieve di Monte San Savino scritte dall’arciprete Anton Leone Restorelli l’anno 1774 (BCA, ms n. 82, c. 38v) in G. Centrodi, R. Giulietti, G. Romanelli (a cura di), “Monte San Savino. Letture e riletture storico-artistiche”, Monte San Savino, Ed. Comune di Monte San Savino, 2023, p. 242.

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