Home 5 Progetto 5 San Savino vescovo e patrono

111 x 84 cm (dipinto); 136 x 110 cm (cornice)
Olio su tela

APREM, n. 2, c. 3v., 5; F. Lanzoni, Le diocesi d’Italia dalle origini al principio del secolo VII (an. 604), I, F. Lega, Faenza 1927, p. 554; R. Grégoire, Personaggi e temi di agiografia aretina, in “Atti e Memorie dell’Accademia Petrarca di Lettere, Arti e Scienze”. Atti del Convegno (22-23 ottobre 1983), Cortona, 1985, pp. 128-129 (con bibliografia di riferimento); F. GABBRIELLI, Romanico aretino, Firenze, Salimbeni, 1990, pp. 154-155; G. Centrodi, R. Giulietti, G. Romanelli (a cura di), “Monte San Savino. Letture e riletture storico-artistiche”, Città di Castello, Stampa Petruzzi, 2023.

San Savino vescovo e patrono

Pittore toscano della cerchia di Domenico Sozzini

Datazione

Seconda metà del XVII secolo

Ubicazione

Museo del Cassero di Monte San Savino (dalla Confraternita di Misericordia di Monte San Savino)

Descrizione

Il dipinto raffigura san Savino nelle vesti di vescovo con mitria sul capo e mantello dall’orlo dorato, fermato sul petto da una spilla; il santo, a figura intera, rivolge lo sguardo verso un angelo che si libera in cielo, portando con sé la palma del martirio, suo attributo iconografico, insieme al pastorale, sorretto da un puttino seminudo, seduto sulla sinistra del dipinto. Savino benedice con la mano destra, mentre con la sinistra, aiutato da un angioletto alato, sorregge un modellino in scala della cittadina di Monte San Savino, di cui egli è custode, oltre che titolare, a protezione della quale egli chiede l’intercessione di Dio Padre, simboleggiato da un fascio di luce che da sinistra investe il santo; tra gli edifici del modellino sono facilmente riconoscibili i campanili della pieve e quello di sant’Agostino – quest’ultimo perfettamente coerente alle vedute di Monte San Savino affrescate da Ulisse Ciocchi nelle lunette del lato sud del complesso architettonico di sant’Agostino – la torre comunale e il Cassero, quest’ultimo in prospettiva di fantasia. Dal punto di vista stilistico la raffigurazione degli angioletti dalle carni turgide e palpabili, unita all’uso di colori terrosi e brunastri, ma anche alla trattazione delle vesti fluide e scivolose sugli orli, avvicinano il dipinto alla cerchia di Domenico Sozzini della seconda metà del XVII secolo.

Notizie storico critiche

Il culto di san Savino, vescovo di Spoleto, titolare di Monte San Savino, patrono della città di Ivrea e compatrono di Fermo, è assai antico e diffuso e affonda le sue radici al IV secolo d.C., quando egli subì il martirio all’epoca dell’imperatore Diocleziano. A Monte San Savino, l’antica pieve di Barbajano, ubicata nella via che conduceva a Lucignano, nell’area di Pastina, e già fondata dal VII secolo, è già intitolata a san Savino dal 1072. Il culto del santo, infatti, si era ormai diffuso a partire dal VI secolo fino a Ravenna, legata all’aretino tramite le diramazioni della via romea germanica o via teutonica: lì, infatti, egli si trova già raffigurato nella processione dei santi ritratti a mosaico nella Basilica di Sant’Apollinare Nuovo. Dalla fine del XII secolo la pieve di  Barbajano risulta trasferita nel luogo dell’attuale pieve dei Santi Egidio e Savino, ma ancora dedicata solo a quest’ultimo santo. Egli continuò ad essere unico titolare della nuova pieve e protettore del paese fino al 1388, quando negli statuti comunali veniva ancora citato solo il suo nome; il culto di sant’Egidio, morto nell’VIII secolo e co-titolare della pieve, si diffuse a partire dal X secolo, e a Monte San Savino riscosse successo solo a partire dal 1471, quando un registro di deliberazioni comunitarie cita sant’Egidio e san Vitale come compatroni della comunità di Monte San Savino (APREM, n. 5). San Savino è venerato ad Arezzo, Spoleto, Assisi, Faenza e Chiusi; le sue reliquie si trovano a Fermo e Monselice e la sua passio venne ripresa in quella di san Marciano, vescovo ravennate.

Compilatore

Camilla Tonioni

Data di compilazione

2024
111 x 84 cm (dipinto); 136 x 110 cm (cornice)
Olio su tela

APREM, n. 2, c. 3v., 5; F. Lanzoni, Le diocesi d’Italia dalle origini al principio del secolo VII (an. 604), I, F. Lega, Faenza 1927, p. 554; R. Grégoire, Personaggi e temi di agiografia aretina, in “Atti e Memorie dell’Accademia Petrarca di Lettere, Arti e Scienze”. Atti del Convegno (22-23 ottobre 1983), Cortona, 1985, pp. 128-129 (con bibliografia di riferimento); F. GABBRIELLI, Romanico aretino, Firenze, Salimbeni, 1990, pp. 154-155; G. Centrodi, R. Giulietti, G. Romanelli (a cura di), “Monte San Savino. Letture e riletture storico-artistiche”, Città di Castello, Stampa Petruzzi, 2023.

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