
MONSAVINENSIVM DISCIPVLORVM AERE PIO AN. 1749
Notizie della Pieve di Monte San Savino scritte dall’arciprete Anton Leone Restorelli l’anno 1774 (BCA, ms n. 82, c. 41) in G. Centrodi, R. Giulietti, G. Romanelli (a cura di), “Monte San Savino. Letture e riletture storico-artistiche”, Città di Castello, Stampa Petruzzi, 2023, p. 243.
San Nicola da Bari vescovo

Datazione
Ubicazione
Descrizione
Questo ovale è dedicato a San Nicola, vescovo di Myra, raffigurato nel suo primo miracolo più noto; secondo alcune versioni, nel viaggio per il concilio di Nicea del 325, Nicola si recò a rifocillarsi in un’osteria, dove l’oste, feroce assassino, aveva messo in salamoia i corpi di tre fanciulli (o tre scolari) per servirli come pasto agli avventori della taverna. Scoperta la tragica vicenda, Nicola pregò per le giovani vittime ed ecco che le loro carni si ricomposero e i giovani tornarono in vita. In questo dipinto i bambini, rivolti con lo sguardo di gratitudine verso il santo, sono collocati in una botte, cinta dallo stemma Restorelli, mentre San Nicola, nelle sue vesti di vescovo con mitria, pastorale e mantello purpureo fermato da una spilla, li benedice e intercede per la loro resurrezione. Il dipinto è sormontato da uno stemma in stucco riferito alla famiglia Bucci, fatto a spese di 24 scudi da parte di Ludovico Bucci Cini, canonico della cattedrale di Montepulciano e rettore della cappellanìa.
Notizie storico critiche
L’opera fu commissionata al pittore aretino Francesco Bonichi in occasione dei lavori di restauro alla pieve dei Santi Egidio e Savino, promossi tra 1748 e 1749; l’apposizione dell’arme della famiglia Restorelli sulla parte bassa del dipinto segnala il contributo economico mosso da Restorello Maria Restorelli per la realizzazione dell’opera, per le cui spese parteciparono finanziariamente anche gli Scolari Maggiori e Minori, di cui San Nicola di Bari era il protettore e per il quale ogni anno i giovani delle scuole pubbliche organizzavano una celebrazione all’interno dell’Arcipretura. Dopo le modificazioni architettoniche apportate alla chiesa nel 1748 il tondo non si ergeva a sormontare il dipinto della Madonna delle Querce che oggi vediamo sull’altare – e che qui sarebbe arrivato solo alla metà del XIX secolo -, bensì un antico dipinto su tavola di Orazio Porta, dedicato ai Santi Antonio da Padova e Paolo eremita, oggi conservato presso la chiesa di San Giuseppe a Monte San Savino, e che dava il nome all’altare di “Altare del Corvo”.
Compilatore
Data di compilazione
MONSAVINENSIVM DISCIPVLORVM AERE PIO AN. 1749
Notizie della Pieve di Monte San Savino scritte dall’arciprete Anton Leone Restorelli l’anno 1774 (BCA, ms n. 82, c. 41) in G. Centrodi, R. Giulietti, G. Romanelli (a cura di), “Monte San Savino. Letture e riletture storico-artistiche”, Città di Castello, Stampa Petruzzi, 2023, p. 243.
