
Presentazione di Maria al tempio

Datazione
Ubicazione
Descrizione
Il dipinto, ovale, dotato fino al 2011 di cornice dorata come si evince dalla relazione di restauro di Daniela Galoppi, depositata in Archivio della Misericordia, presenta su una scalinata la giovane Madonna vestita in rosso con manto blu, accompagnata da S. Anna a braccia conserte, con veste verde e mantello giallo, accompagnate da uno stuolo di persone, che va incontro al Rabbino con sottoveste celeste e veste gialla in cima alle scale; intorno assiste la folla; in alto, sopra le massicce colonne, sotto le nuvole, compaiono due angeli con ghirlande di fiori. I colori vivaci e la composizione complessa collocano il dipinto in area fiorentina manierista. L’accostamento al Porta per cui si è pensato anche relativamente al dipinto con la Presentazione al Tempio oggi al Cassero, non è da escludere, per i colori vivaci e il disegno dei corpi, frutto della sua formazione a Firenze con Vasari, e comunque con forti collegamenti alla sua cerchia. L’opera può essere confrontata con quelle di Giovanbattista Naldini che alla fine degli anni Ottanta del secolo XVI aveva dipinto un tema simile nel Duomo di Volterra, da cui il nostro riprende la impostazione compositiva; si può confrontare anche con certi lavori di Agostino Ciampelli che proviene dalla stessa cerchia degli allievi di Vasari, come Santi di Tito.
Notizie storico critiche
Per la provenienza, come ricorda Camilla Tonioni riguardo al dipinto raffigurante la Presentazione al Tempio di Gesù, va ricordato che nel 1774 Anton Leone Restorelli parlava dell’esistenza di un quadro raffigurante la Purificazione della Vergine conservato nella sagrestia, proveniente dall’altare della Santissima Vergine del Carmine, la cui cappella fu eretta da donna Iacinta di Guiducci, moglie di Francesco di Asciano Stato Sanese, all’epoca del pievano Ricciardo Angeli da S. Pancrazio, dopo il 1469; l’altare rimase dedicato alla Purificazione di Maria Vergine fino al 1616, quando al suo posto venne eretto l’altare della Compagnia della Santissima Vergine del Carmine e il dipinto raffigurante la presentazione di Gesù al tempio, o/e purificazione di Maria, venne spostato in sacrestia. Si può ipotizzare una provenienza simile anche per il nostro.
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