Home 5 Progetto 5 Madonna della Querce

200 x 150 cm
Affresco

Visite pastorali del vescovo Tommaso Salviati 1638 al 1648, I, cit., pp. 843-844; G. B. Capalli, loannis Baptistae Capalli nobilis arrotini et in cathedrali eiusdem civitatis decani Epigrammata, Florentiae prope Conductam, 1684, p. 81 (specifica); ADCA., Visita Guadagni 1725-29, cc. 29-30 (a. 1727); R.M. Restorelli, NOTIZIE ISTORICHE SPETTANTI.. l’anno 1772, in “Architettura a Monte San Savino”, Quaderni Savinesi, 2, Monte San Savino, Comune di Monte San Savino, 1989, p. 35; A.L. Restorelli, Notizie della pieve  (…) l’anno 1774, BCA, ms. 82, c. 13v, nota a margine; ADCA, Visita Marcacci 1789-96, c. 16 (a. 1796); ADCA, Visita Albergotti 1803-05, f. 30, Monte S. Savino, c. 69 (di contesto); F. Guelfi, C. Baldi, Ricerche storico-biografiche su Monte San Savino attraverso i secoli, Lazzeri, Siena, 1892, p. 180 (di contesto); Sub tutela matris 1956-1981. Nuovi edifici di culto. Ricerca sulla devozione alla Madonna nella Diocesi di Arezzo, a cura di M. Donati, L. Coradini, S. Pieri, G. Romanelli, C. Cannelli, Arezzo, Litostampa Sant’Agnese, 1981, p. 65 (specifica); Emergenze e territorio aretino. Capolona, Castiglion Fibocchi, Civitella In Val di Chiana, Monte San Savino, Subbiano, a cura di M. Bini, S. Bertocci, R. Martellacci, Firenze, Alinea Editrice, 1991, p. 215; G. Centrodi, R. Giulietti, G. Romanelli (a cura di), Monte San Savino. Letture e riletture storico-artistiche, Città di Castello, Stampa Petruzzi, 2023, pp. 146-147, con bibliografia di riferimento.

 

 

Madonna della Querce

Ignoto pittore umbro-toscano

Datazione

Ante 1647

Ubicazione

Pieve dei Santi Egidio e Savino di Monte San Savino – terzo altare del lato destro (dal tabernacolo del Corniolo, Monte San Savino)

Descrizione

L’affresco raffigurante la Madonna col Bambino sorretti dalla chioma di un albero di querce proviene da un tabernacolo eretto nel 1616 in località ‘Corniolo’, posto in un terreno di proprietà di Rutilio Cerboni, devoto alla Madonna della Querce di Viterbo. Nel 1657 l’affresco fu trasportato nella via del ponte all’Esse basso e collocato in un edificio sacro a pianta ottagonale, coperto da cupola e lanternino, eretto a custodia dell’effigie sacra su progetto del camaldolese Vitale Petrini. Nel 1772 il Restorelli raccontava che originariamente la Vergine fosse affiancata dalle figure di San Giuseppe e San Giovanni Battista, rimaste nel sito del tabernacolo quando l’icona venne staccata e trasportata presso la nuova sede, mentre, secondo la memoria di Tommaso Salviati, si trattava dei Santi Francesco e Sebastiano. L’affresco forse rimase lì fino alla prima metà dell’Ottocento e fu poi trasferito nella pieve per salvaguardarlo dallo stato di degrado in cui verteva l’immobile. Dal punto di vista compositivo l’opera risente di stilemi arcaizzanti, che si allontanano dalla suntuosa rappresentazione sacra barocca, avvicinandosi più compiutamente ad una composizione dell’immagine solida e monumentale, come si verificava in opere del primo Rinascimento. I volumi carnosi e palpabili del corpo del bambin Gesù, uniti al solido profilo geometrico di Maria, rendono i due ancor più terreni e vicini al fedele. A questi dati si aggiunga una nota sul dettaglio delle fitte pieghe che si increspano sugli orli delle larghe maniche di Maria, costituite da un bel gioco di chiaroscuri e di tocchi di luce.

Notizie storico critiche

L’affresco miracoloso della Madonna della Querce si conserva oggi nella pieve di Monte San Savino, ma almeno fin dal 1616 esso era collocato in un tabernacolo in località ‘Corniolo’, nella via che conduce a Ciggiano, posto in un terreno di proprietà di Rutilio Cerboni, devoto alla Madonna della Querce di Viterbo. L’11 novembre 1657, con processione di tutto il clero e della comunità, si decise di trasportare l’immagine della Madonna nella via vecchia senese, presso il ponte all’Esse basso, e di costruirvi attorno un modesto luogo di culto con impianto ottagonale coperto da cupola e lanternino, nato su disegno di don Vitale Pierini (morto nel 1676), che a Monte San Savino era occupato anche della progettazione della Guglia, l’obelisco in pietra serena eretto nell’attuale Piazza Gamurrini per celebrare l’investitura del principe Mattias de’ Medici al feudo di Monte San Savino, nel 1644. Come riporta il libro di memorie di ser Mattio Veltroni, siamo certi che l’affresco fosse ospitato nel tabernacolo già dal 1647, poiché al 3 maggio di quell’anno risale il primo miracolo verificatosi alla presenza della sacra effigie, come conferma la visita del vescovo Salviati dell’anno successivo; dopo la costruzione della chiesa, nel 1664, un decreto del principe Mattias accordato al Cerboni, stabiliva che lì si celebrassero due fiere libere, a dimostrazione della diffusa frequentazione dei savinesi e dei pellegrini intorno a quel luogo: una aveva luogo la prima domenica di maggio, come accordato dal breve papale di Alessandro VII, e una la prima domenica di settembre. Nel 1772 Restorello Maria Restorelli raccontava che la chiesa fosse soggetta al vescovo di Arezzo e governata dall’Ecc.mo Signor Jacopo Lucattelli, sacerdote della terra di Monte San Savino, ma già dal 1727 una visita pastorale del vescovo Guadagni accertava il cattivo stato di conservazione  dell’immobile, soffermandosi sull’altare maggiore in legno con colonne ovali in cui era collocata questa opera di grande venerazione. La visita del vescovo Albergotti che ne seguì, effettuata nel 1805, non mancò poi di denunciare lo stato di degrado e di abbandono della chiesa della Madonna della Querce, che poco dopo venne annessa a un immobile rurale e trasformata ad uso di casa colonica. L’affresco forse rimase comunque in quel sito fino alla prima metà dell’Ottocento e fu poi trasportato nella pieve della Misericordia per salvaguardarlo, andando a sostituire il dipinto di Orazio Porta con i Santi Antonio Abate e Paolo eremita, oggi ubicato presso il battistero di San Giovanni.

Compilatore

Camilla Tonioni

Data di compilazione

2024
200 x 150 cm
Affresco

Visite pastorali del vescovo Tommaso Salviati 1638 al 1648, I, cit., pp. 843-844; G. B. Capalli, loannis Baptistae Capalli nobilis arrotini et in cathedrali eiusdem civitatis decani Epigrammata, Florentiae prope Conductam, 1684, p. 81 (specifica); ADCA., Visita Guadagni 1725-29, cc. 29-30 (a. 1727); R.M. Restorelli, NOTIZIE ISTORICHE SPETTANTI.. l’anno 1772, in “Architettura a Monte San Savino”, Quaderni Savinesi, 2, Monte San Savino, Comune di Monte San Savino, 1989, p. 35; A.L. Restorelli, Notizie della pieve  (…) l’anno 1774, BCA, ms. 82, c. 13v, nota a margine; ADCA, Visita Marcacci 1789-96, c. 16 (a. 1796); ADCA, Visita Albergotti 1803-05, f. 30, Monte S. Savino, c. 69 (di contesto); F. Guelfi, C. Baldi, Ricerche storico-biografiche su Monte San Savino attraverso i secoli, Lazzeri, Siena, 1892, p. 180 (di contesto); Sub tutela matris 1956-1981. Nuovi edifici di culto. Ricerca sulla devozione alla Madonna nella Diocesi di Arezzo, a cura di M. Donati, L. Coradini, S. Pieri, G. Romanelli, C. Cannelli, Arezzo, Litostampa Sant’Agnese, 1981, p. 65 (specifica); Emergenze e territorio aretino. Capolona, Castiglion Fibocchi, Civitella In Val di Chiana, Monte San Savino, Subbiano, a cura di M. Bini, S. Bertocci, R. Martellacci, Firenze, Alinea Editrice, 1991, p. 215; G. Centrodi, R. Giulietti, G. Romanelli (a cura di), Monte San Savino. Letture e riletture storico-artistiche, Città di Castello, Stampa Petruzzi, 2023, pp. 146-147, con bibliografia di riferimento.

 

 

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