Home 5 Progetto 5 Madonna dei sette dolori

59 x 48,5 cm
Olio su tela

Inventario Generale della Venerabile Confraternita di Misericordia di Monte San Savino – 1861; S. Lecchini Giovannoni, Alessandro Allori, Torino, 1991, pp. 252-253, n. 76, fig. 173 (di confronto); Lecchini-Giovannoni 1980 S. Lecchini Giovannoni, Di uno ‘scartafaccio’ ed altri disegni di Alessandro Allori, in “Paragone”, 365, 1980, pp. 64-83, p. 66, figg. 52a-b, 53a-b (di confronto).

Madonna dei sette dolori

Francesco Bonichi (?) (Arezzo, XVIII secolo)

Datazione

XVIII secolo, metà

Ubicazione

Locali della Confraternita della Misericordia di Monte San Savino

Descrizione

Questo dipinto di buona fattura è dedicato alla Madonna dei sette dolori, vestita da un manto blu con orlo dorato, trafitta da sette spade in corrispondenza del cuore, al quale stringe un panno bianco increspato che prefigura la Morte e Resurrezione di Cristo. Il culto della Vergine dei dolori fu molto attivo a Monte San Savino, come si evince dalla copiosa presenza di ex voto fissati sulla tela con piccoli ganci. L’opera deriva da un dipinto di Alessandro Allori, firmato e datato 1580, raffigurante Cristo sorretto dagli angeli alla presenza della Vergine, conservato presso le Gallerie degli Uffizi (inventario 1890 n. 5854) e proveniente dalla cappella di San Giovanni Gualberto della Badia di Passignano, che divenne un modello iconografico molto diffuso tra i collaboratori del maestro, i quali cominciarono a replicare il volto della Vergine, circondata dai simboli della Passione di Cristo. Le undici copie ascrivibili alla cerchia dell’Allori sono oggi conservate in Cecoslovacchia, ad Ajaccio, a Firenze, Milano, Parigi, Riva del Garda, ma questo dipinto conservato a Monte San Savino, seppur non direttamente riconducibile alla bottega del maestro, risulta essere una delle derivazioni più convincenti, per delicatezza del tratto pittorico e attinenza al modello iconografico. Dal punto di vista compositivo, infatti, l’artista ha dotato la Vergine tratti molto graziosi: dita affusolate e naturali, una bocca piccola, una canna nasale lievemente affilata che si congiunge alle sopracciglia, culminanti in uno sguardo rasserenato, che dona alla Vergine un’espressione pacata e dignitosa, pur nel dolore; allo stesso tempo il pittore ha ben animato le sue vesti e il panno che Ella accoglie sul petto, che si increspano in modo fluido.

Notizie storico critiche

La congregazione dei Sette Dolori di Maria Santissima fu eretta nella pieve di Monte San Savino il 16 settembre 1792 con decreto del vescovo di Arezzo, il monsignor Niccolò Marcacci, all’epoca in cui la pieve dei santi Egidio e Savino era sede dell’arcipretura. Dal 1793, su concessione del Granduca Ferdinando III, la compagnia fu trasferita nella chiesa savinese di Santa Chiara, per la devozione privata della famiglia Galletti, passando poi di titolazione alla famiglia aretina dei De Giudici. Nella chiesa di Santa Chiara, infatti, si conserva ancora una statua del XIX secolo da portare in processione, raffigurante la Madonna dei dolori. In una lettera del 21 luglio 1790, spedita dal canonico Filippo Antonio Galletti di Monte San Savino al vescovo di Arezzo, veniva fatta richiesta affinché le quattro aggregazioni presenti nella Arcipretura venissero ripristinate dopo le soppressioni stabilite dal Granduca Pietro Leopoldo di Lorena il 22 marzo 1785; tra queste, oltre alla Congregazione del Carmine, a quella della Buona Morte e a quella del Rosario, figura anche la Compagnia dei Dolori, che ancora alla fine del XVIII secolo doveva riscuotere ampia adesione. Ciò si evince anche dalla presenza, tra gli ex voto appuntati su questa tela, di una collana a girocollo in corallo, su cui si osserva lo stemma in ricordo del “Viva Maria”, l’insorgenza antinapoleonica che si verificò ad Arezzo nel 1799. Un inventario del 1861 conservato nell’archivio della Misericordia ci fornisce notizie sulla collocazione dell’opera in quell’epoca sui gradini dell’altare del Crocifisso, nella pieve dei Santi Egidio e Savino, e descrive la presenza a quell’epoca degli ex voto ancora oggi presenti: “Sui gradini di questo medesimo altare e precisamente nel mezzo, un quadro con cornice e cristallo, rappresentante la Vergine dei dolori con tendina di seta cruda a colori a difesa. Tra il cristallo di questo quadro e la effigie esistono Tre Cuori in argento, Due anelli similoro, una Crocetta simile, e due buccole simili, infine un vezzo intrecciato di corallini rossi”.

Compilatore

Camilla Tonioni

Data di compilazione

2024
59 x 48,5 cm
Olio su tela

Inventario Generale della Venerabile Confraternita di Misericordia di Monte San Savino – 1861; S. Lecchini Giovannoni, Alessandro Allori, Torino, 1991, pp. 252-253, n. 76, fig. 173 (di confronto); Lecchini-Giovannoni 1980 S. Lecchini Giovannoni, Di uno ‘scartafaccio’ ed altri disegni di Alessandro Allori, in “Paragone”, 365, 1980, pp. 64-83, p. 66, figg. 52a-b, 53a-b (di confronto).

Opere correlate: