
EX VITALE VITA
APREM, n. 5, apertura registro; A. Fortunio, Cronichetta del Montesansavino in Toscana, Firenze 1583, pp. 13-14; S. Ammirato, Istorie fiorentine, p. I, t. Il, libro XVII, Firenze, 1647, pp. 948-949; Monte San Savino: un borgo toscano della Valdichiana, a cura di M. Aguzzi e R. Giulietti, Città di Castello, ICONA Editore, 2016, p. 36; G. Centrodi, R. Giulietti, G. Romanelli (a cura di), “Monte San Savino. Letture e riletture storico-artistiche”, Città di Castello, Stampa Petruzzi, 2023, p. 68.
Il Miracolo delle campane nell’assedio di Monte San Savino

Datazione
Ubicazione
Descrizione
Questo dipinto, racchiuso da una cornice coeva, laccata in nero con decorazioni in oro date a pennello, documenta un episodio miracolosamente verificatosi durante un assedio nemico avvenuto entro il 1471, quando San Vitale viene già considerato terzo compatrono di Monte San Savino insieme ai Santi Egidio e Savino, come si evince da un registro di deliberazioni comunitarie, dove, in data 21 marzo 1471, vengono invocati i santi protettori del paese: “sanctorum martirum Sancti Savini Egidii atque Vitalis patronorum defensorum ed advocatorum antique et venerande comunitatis Montis Sancti Sabini” (APREM n. 5); secondo alcuni studiosi l’invasione nemica qui raffigurata potrebbe essere quella mossa dal re di Sicilia Ladislao d’Angiò Durazzo, che alla fine di aprile del 1409 cercò di sorprendere Monte San Savino, assediando il borgo, ma non riuscendo a conquistarlo grazie all’energica e strenua difesa degli abitanti. Il dipinto, di stile cortonesco, è opera del pittore locale Domenico Sozzini, autore di numerosi ritratti conservati presso il palazzo comunale, e reca protagonista in primo piano una famiglia di umili genti, ritratte con pose robuste e panneggiate, secondo l’esempio michelangiolesco. Essi si affidano a San Vitale, vestito con tunica romana, pallio rosso e con accanto i suoi simboli iconografici: la palma del martirio e una mazza, rette da due serafini posti al suo fianco. Mentre sullo sfondo si consuma lo scontro tra due gruppi di milizie armate nell’ambientazione di Monte San Savino, un terzo angelo, posto alla destra di San Vitale, srotola un cartiglio che reca il motto ‘EX VITALE VITA’.
Notizie storico critiche
Il racconto del miracolo delle campane, tramandato da Fortunio nella sua “Cronichetta” del 1583, si lega alla questione irrisolta della genesi del culto a Monte San Savino di San Vitale, soldato romano martirizzato a Ravenna nel II secolo d.C.; secondo le narrazioni di Fortunio, durante un assedio nemico della notte del 27 aprile, i savinesi vennero svegliati dal suono di campane che permise loro di salvarsi dall’arrivo dei nemici, che stavano scalando le mura di Monte San Savino; infatti, come si osserva anche nel dipinto, gli abitanti gettarono i nemici giù dalle scale che essi stavano utilizzando per entrare furtivamente nel borgo. Il giorno successivo, 28 aprile, festa di San Vitale, venne istituita una sacra celebrazione con rituale processionale da ripetersi ogni anno in omaggio al santo, che, con decreto pubblico, divenne ufficialmente il terzo protettore di Monte San Savino insieme ai santi Savino ed Egidio. La scala che permise ai montigiani di liberarsi dagli invasori è divenuta il simbolo iconografico attribuito a San Vitale, che a Monte San Savino è sempre raffigurato insieme ad essa, come si riscontra anche in un altro dipinto del Sozzini conservato nel Palazzo Comunale, in cui il santo omaggia la Madonna delle Vertighe, o come si osserva nell’affresco della lunetta interna di Porta Fiorentina.
Compilatore
Data di compilazione
EX VITALE VITA
APREM, n. 5, apertura registro; A. Fortunio, Cronichetta del Montesansavino in Toscana, Firenze 1583, pp. 13-14; S. Ammirato, Istorie fiorentine, p. I, t. Il, libro XVII, Firenze, 1647, pp. 948-949; Monte San Savino: un borgo toscano della Valdichiana, a cura di M. Aguzzi e R. Giulietti, Città di Castello, ICONA Editore, 2016, p. 36; G. Centrodi, R. Giulietti, G. Romanelli (a cura di), “Monte San Savino. Letture e riletture storico-artistiche”, Città di Castello, Stampa Petruzzi, 2023, p. 68.
