Home 5 Progetto 5 Ritratto di Anton Leone Restorelli

85 x 72 cm
Olio su tela

ANT: LEON-IS:RESTOREL/ LI: F:F/ PROTH APOST: VIC:FORANEI/ ARCHITETERRÆ MONT-IS. S: SAVINI/ AN: ÆTAT SUÆ I. ET. LX/ HANC. IMAGINEM. XI. KL. SEX TIL. / MDCCLXXI/ BENEDICT. MNJ < CAVALLUCCIUS PERUSINU(S)/ PICTIS. COLORIB(US). EXPRESSIT./

A.L. Restorelli, Notizie della Pieve di Monte San Savino scritte da Anton Leone Restorelli arciprete l’anno 1774, BCA, ms. 82, c. 25, a margine (Cap: “Nuovo titolo di arciprete, e distintivo del batulo siccome per gl’altri del clero: 1749 e 1768“); F. Paturzo, La millenaria pieve dei Santi Egidio e Savino in Monte San Savino, Cortona, Ed. Grafica L’Etruria, 1997, pp. 47 e ss..

Ritratto di Anton Leone Restorelli

Benedetto Cavallucci (Perugia, attivo nella seconda metà del XVIII secolo)

Datazione

1771

Ubicazione

Museo del Cassero (dalla Confraternita della Misericordia di Monte San Savino)

Descrizione

L’opera presenta ufficialmente Anton Leone Restorelli (1705-1786), Protonotario Apostolico, primo Arciprete e dal 1744 pievano pro tempore della pieve dei Santi Egidio e Savino, di cui era stato cappellano dal 1739. L’artista perugino Benedetto Cavallucci, che si firma nel cartiglio presente nel dipinto, lo ritrae vestito con la mantelletta senza maniche, abbottonata al collo ma aperta sul davanti, indossata solitamente in situazioni non liturgiche dai protonotari apostolici e da altre alte cariche prelatizie come abito corale al di sopra della cotta o, come in questo caso, al di sopra del rocchetto di colore bianco con maniche ricamate e foderate in rosso, chiuso al collo con un gancetto; al suo fianco lo stemma della famiglia Restorelli sormonta un’iscrizione in lettere capitali latine, che presenta il Restorelli nelle sue alte cariche e ne dichiara l’età di 65 anni. Anton Leone Restorelli, infatti, era stato insignito del ruolo di pievano pro tempore e poi di arciprete quando il vescovo di Arezzo, Filippo Incontri, aveva concesso il titolo di arcipretura a Monte San Savino nel 1749 con sede nella pieve. Il titolo venne mantenuto fino al 1818 insieme a quello parrocchiale, fino al 1813, e poi entrambi furono trasferiti alla vicina chiesa di Sant’Agostino, con conseguente affidamento della pieve alle cure della Compagnia del SS. Sacramento della pieve. Il 4 giugno del 1768 il Restorelli venne abilitato dal vescovo Jacopo Gaetano Inghirami, successore dell’Incontri, a indossare la veste canonicale, il batulo violaceo, come lui stesso ricordava in una memoria che così recita: “mentre era qui al Monte a fare la visita apostolica concesse (…) insieme con il roccetto non tanto l’uso del batulo, quanto ancora la sua forma, cioè per l’Arciprete di color violetto, con bottoni, occhielli e fodera di color cremisi” (Restorelli, Notizie della Pieve; BCA, ms 82, c. 25v); nell’opera il Restorelli ruota il corpo verso sinistra ma gira lo sguardo a destra ed è raffigurato in un ambiente chiuso, decorato da tendaggio verde, colpito dalla luce in modo naturale nei punti più sporgenti dei corpo: la parte superiore dell’avambraccio, gli zigomi, la fronte, la spalla destra, che si torce.

Notizie storico critiche

Anton Leone Restorelli è una delle figure più significative per la storia della pieve dei Santi Egidio e Savino di Monte San Savino. A lui si devono infatti i lavori di ristrutturazione della chiesa – della cui fase medievale rimasero intatte solo le muraglie architettoniche – affidati alle cure di Pietro Materno Speroni (1711-1773), maestro varesino attivo nel cantiere della pieve tra 1748 e 1749, ma anche assiduo frequentatore di Monte San Savino, dove risiedeva in Borgo Maestro. Il Restorelli, insieme al vescovo Incontri e alla comunità savinese, si era fatto carico delle spese per i numerosi lavori affrontati per “procacciare di dar nuova forma all’interiore della chiesa”, enumerati nella sua relazione manoscritta che ci fornisce notizie sull’aspetto della pieve prima e dopo le operazioni. Questo gli valse l’attribuzione delle cariche ecclesiastiche già ricordate e insieme l’affissione di una lapide posta a sormontare il portale di accesso alla pieve, lì collocata nel 1749. Sull’artista umbro, Benedetto Cavallucci, non possediamo molte notizie; sappiamo che prima del 1752 fosse stato attivo a Perugia, quando un suo dipinto dedicato a Sant’Andrea venne trasportato alla chiesa di San Giovanni Battista e che nel 1754 avesse collaborato a Perugia per realizzare un ciclo di affreschi con Norberto de Marchis, pittore paesaggista, presso la villa del Bucaione. Presso la chiesa perugina di Santa Maria di Monteluce realizzò una tela con l’Arcangelo Michele che schiaccia il demonio e una raffigurante Sant’Antonio da Padova col Gesù bambino, entrambe ubicate oggi nella controfacciata della chiesa.

Compilatore

Camilla Tonioni

Data di compilazione

2024
85 x 72 cm
Olio su tela

ANT: LEON-IS:RESTOREL/ LI: F:F/ PROTH APOST: VIC:FORANEI/ ARCHITETERRÆ MONT-IS. S: SAVINI/ AN: ÆTAT SUÆ I. ET. LX/ HANC. IMAGINEM. XI. KL. SEX TIL. / MDCCLXXI/ BENEDICT. MNJ < CAVALLUCCIUS PERUSINU(S)/ PICTIS. COLORIB(US). EXPRESSIT./

A.L. Restorelli, Notizie della Pieve di Monte San Savino scritte da Anton Leone Restorelli arciprete l’anno 1774, BCA, ms. 82, c. 25, a margine (Cap: “Nuovo titolo di arciprete, e distintivo del batulo siccome per gl’altri del clero: 1749 e 1768“); F. Paturzo, La millenaria pieve dei Santi Egidio e Savino in Monte San Savino, Cortona, Ed. Grafica L’Etruria, 1997, pp. 47 e ss..

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