
ANT: LEO RESTORELLI PRIM CREAT ARRET RESTAVR MOVE HVIC …. M D CC – COM.
A.L. Restorelli, Notizie della Pieve, BCA, ms n. 82, cc. 30, 32 bis v., 33, 41 v-42, 43v.; G. Centrodi, Orazio Porta, in “Quaderni dell’istituto di Storia dell’Arte della Facoltà di Magistero – Università di Siena”, a.a. 1982-83, pp. 78-85.
I Santi Pietro e Paolo incoronati da un Serafino

Datazione
Ubicazione
Descrizione
L’opera trae ispirazione da due dipinti raffiguranti i Santi Pietro e Paolo, commissionati tra 1513 e 1514 per la chiesa romana di San Silvestro al Quirinale da fra Mariano Fetti al pittore Fra Bartolomeo (Baccio della Porta), che lavorò ai cartoni preparatori delle due opere e che dipinse il San Paolo, mentre il dipinto raffigurante san Pietro fu eseguito dopo il 1517 da Raffaello; i Santi sono ritratti con gli attributi iconografici che li contraddistinguono: Pietro con le chiavi nella mano destra e il libro della Scrittura nella sinistra, e Paolo con la spada puntata a terra e stretta nella mano destra e nella sinistra il libro sacro. Negli originali, oggi conservati nell’Appartamento Pontificio delle Udienze del Palazzo Vaticano, le vesti dei due Apostoli sono ritratte con le medesime sembianze delle copie di Orazio Porta qui conservate. L’impostazione dei corpi, eretta, solida e monumentale, ripete le movenze delle figure di Platone e Socrate nella stanza della Segnatura, affrescata da Raffaello tra 1508 e 1511. Nel 1746 il pittore aretino Francesco Bonichi si occupò di restaurare l’opera adattandola al nuovo alloggio dell’altare settecentesco appena costruito, dipingendo l’arme Restorelli sulla parte bassa, insieme a un’iscrizione commemorativa.
Notizie storico critiche
I Santi Pietro e Paolo, attribuiti a Orazio Porta, rappresentano il risultato della frequentazione dell’artista nel 1573 presso gli ambienti romani della Sala Regia in Vaticano e altre cappelle vaticane, dove egli lavorò al seguito di Giorgio Vasari per conto di papa Gregorio XIII Boncompagni. Alcuni documenti attestano la sua permanenza nell’Urbe almeno fino al 1577, quando poi il Porta tornò a Monte San Savino dove dipinse quest’opera per il primo altare a destra della pieve dei Santi Egidio e Savino, ancora di forte ispirazione romana. Al 1774, nel descrivere l’altare dei Santi Pietro e Paolo, Anton Leone Restorelli dichiarava che fosse “in legno, di più piccola mole di legno, e assai rozzo e scolorito (…) con una tela giudicata assai famosa, di cui quantunque non si sappia l’autore, la verità è che dicesi esser una pittura valutabile, e che abbia il suo pregio” (BCA ms 82, cc. 30, 33). Egli aggiungeva inoltre di aver fatto riadattare il dipinto da Francesco Bonichi con l’aggiunta dei putti collocati nella parte alta del dipinto e di un’iscrizione a commemorare l’accaduto; ciò avvenne perché l’opera fosse coerente al nuovo altare in stucco, fatto fare nel 1746 a Pietro Maderno Speroni e pagato dal signor Paolo Celso Bucci Mattei, che spese 24 scudi per la struttura dell’altare e per la commissione a Francesco Bonichi di un ovale da porre sopra sulla sommità dell’altare, raffigurante due Santi a cui egli era particolarmente devoto, ossia i Santi Giuseppe Calasanzio e Filippo Neri.
Compilatore
Data di compilazione
ANT: LEO RESTORELLI PRIM CREAT ARRET RESTAVR MOVE HVIC …. M D CC – COM.
A.L. Restorelli, Notizie della Pieve, BCA, ms n. 82, cc. 30, 32 bis v., 33, 41 v-42, 43v.; G. Centrodi, Orazio Porta, in “Quaderni dell’istituto di Storia dell’Arte della Facoltà di Magistero – Università di Siena”, a.a. 1982-83, pp. 78-85.
