Home 5 Progetto 5 Vergine col Bambino in gloria con i Santi Agnano (o Damiano), Crispino, Crispiniano, Filippo Neri e Antonio da Padova

228 x 170 cm
Olio su tela

L. Fornasari, Profilo della pittura cortonesca in Arezzo e provincia, in “Pietro da Cortona per la sua terra. Da allievo a maestro”, a cura di R. Contini, Milano, Electa, 1997, pp. 31-54, pp. 44-46; F. Paturzo, La millenaria pieve dei Santi Egidio e Savino in Monte San Savino, Cortona, Ed. Grafica L’Etruria, 1997, pp. 56-57 (specifica); L. Fornasari, Dipinti e disegni rintracciati. Aggiunte al catalogo di Salvi Castellucci, Giovanni Battista Biondi, Domenico Sozzini, Gian Lorenzo Zagli, Pier Dandini, Mattia De Mare, Pietro Benvenuti e altro (prima parte), in “Bollettino d’informazione della Brigata Aretina degli Amici dei Monumenti”, 69, 1999, pp. 23-27;  L. FORNASARI, Dipinti e disegni rintracciati. Aggiunte al catalogo di Salvi Castellucci, Giovati Battista Biondi, Domenico Sozzini, Gian Lorenzo Zagli, Pier Damimi, Mattia De Mare, Pietro Benvenuti e altro (seconda parte), in “Bollettino d’informazione della Brigata Aretina degli Amici dei Monumenti”, 70, 2000, pp. 51-56; L. Fornasari, Pietro da Cortona profeta nella sua terra, in “Arte in Terra d’Arezzo. Il Seicento”, a cura di L. Fornasari e A. Giannotti, Firenze, Edifir, 2003, pp. 135-161, p. 154 (specifica e di confronto); Monte San Savino: un borgo toscano della Valdichiana, a cura di M. Aguzzi e R. Giulietti, Città di Castello, ICONA Editore, 2016, pp. 103-104, 106 (specifica); APMSS, Libro del SS Sacramento, carta 99; Don Carlo Volpi (a cura di), Visite Pastorali. Corsini Cardinale Nereo, 1672- 1676, “Studi e documenti”, XII, Firenze, Phasar Edizioni, 2020, pp. 206-207; A.L. Restorelli, Notizie della Pieve…, BCA, ms. 82, cc. 32v (a margine), 38v-40, 43v. in G. Centrodi, R. Giulietti, G. Romanelli (a cura di), “Monte San Savino. Letture e riletture storico-artistiche”, Monte San Savino, Ed. Comune di Monte San Savino, 2023, pp. 238, 242-243, 245.

Vergine col Bambino in gloria con i Santi Agnano (o Damiano), Crispino, Crispiniano, Filippo Neri e Antonio da Padova

Domenico Sozzini (Monte San Savino 1630-1699)

Datazione

Post 1674-ante 1692

Ubicazione

Pieve dei Santi Egidio e Savino di Monte San Savino - primo altare a sinistra

Descrizione

L’opera di Domenico Sozzini ha precisi riferimenti alla cultura di artisti della seconda generazione gravitanti intorno a Pietro da Cortona ed è dunque vicina al classicismo di Ciro Ferri, unendo ad esso alcuni spunti mutuati da Gianlorenzo Bernini, da Maratta e dal Baciccio. In questo dipinto il Sozzini ripropone dei modi desunti da artisti attivi tra Arezzo e Cortona, come Lorenzo Berrettini, a cui egli si ispira per l’insieme figurativo da lui presentato nelle tele del Duomo di Cortona, o come Adriano Zabarelli detto Paladino, che lo interessa per le sue composizioni eclettiche e per le tonalità terrose del colore, o infine come Bernardino Santini, citato nei putti posti in alto dal Sozzini, che si rifanno a quelli della cantoria di Santa Maria in Gradi ad Arezzo. Nella tela sono protagonisti la Vergine col Bambino, svettanti tra le nubi e circondati da una serie di angeli, i quali reggono tra le mani i simboli iconografici corrispondenti ai santi che pregano rivolti verso la Vergine: il primo angelo a sinistra sorregge la palma del martirio, a cui sono stati sottoposti i santi Crispino a Crispiniano, oggi mal visibili sullo sfondo del dipinto come sotto forma di volti fluttuanti posti all’estrema sinistra e al centro del dipinto, protettori della corporazione dei Calzolari, titolare dell’altare; il secondo angelo di schiena sostiene sul capo una mitria vescovile, attribuita al vescovo sottostante, identificato nelle visite pastorali come San Damiano vescovo e poi trasformato in “Sant’Agnano” dal Restorelli, che cercò di risollevare la sua devozione, come lui stesso descrive nei resoconti di restauro della pieve, del 1774; il primo angelo alla sinistra di Maria indica un cuore fiammante, che ricorda il racconto biografico di San Filippo Neri, qui ritratto secondo l’iconografia autorizzata dalla Chiesa di Roma e diffusa da Guido Reni nel dipinto conservato alla chiesa della Vallicella, dove egli è colto nel momento della preghiera, durante il quale sentiva il cuore “giocarsi in petto”. Il santo levita elevandosi da terra e guarda direttamente alla Madonna col Bambino, a differenza di ciò che accade nel dipinto romano; infine all’estrema destra un angelo sostiene un ramo di gigli purissimi, che identificano Sant’Antonio da Padova, posto all’estrema destra. Un ultimo angioletto a destra reca sulle gambe un cappello cardinalizio rosso e tra le mani un libro aperto, forse da rimandare ad un santo oggi non più presente nel dipinto, che potrebbe essere stato coperto nei secoli da una porzione trattata a neutro esistente sopra il capo di Sant’Antonio patavino.

Notizie storico critiche

L’opera è ubicata nel primo altare a sinistra dell’ingresso della pieve dei Santi Egidio e Savino, eretto già nel 1674 sotto l’invocazione dei santi Damiano, Crispino, Crispiniano e Antonio (da Padova), sottoposti alla devozione dell’Arte dei Calzolari. Nel 1674 il vescovo Nereo Corsini, nella sua visita Pastorale, manca di citare un’icona che abbellisse l’altare maggiore, suggerendoci dunque di datare al post 1674 la commissione dell’opera. Sappiamo però che il 4 settembre 1692, alla presenza del vescovo di Arezzo Matteo Marchetti, Dario Bucci, nominato pievano nell’anno precedente, avesse fatto riconsacrare la chiesa della pieve dopo i suoi interventi di restauro, portandoci dunque a presupporre che la realizzazione del dipinto fosse avvenuta entro il 1692. Nel 1774 Anton Leone Restorelli raccontava che il dipinto fosse stato riadattato a sue spese al costo di 31 scudi perché potesse collocarsi adeguatamente nel nuovo altare, costruito in stucco da Pietro Maderno Speroni nel 1748, come si osserva ai margini dell’opera, dove le figure di sant’Antonio da Padova, gli angeli sulla destra e il volto di san Crispino a sinistra sono stati barbaramente resecati; la struttura dell’altare in stucco fu invece pagata 25 scudi dalla Corporazione dei Calzolai, di cui in alto si vede lo stemma raffigurante un taglierino poggiato sul bancone, insieme a delle calzature appese. Il Restorelli dichiarava che prima del lavoro dello Speroni l’altare “detto di sant’Agnano” fosse “di legno colorito di bianco, e venato di altro colore, ma vezzo assai (…). La tela grande esprime come al presente la SS.ma Vergine, S. Agnano, li SS. Crespino e Crespiniano da una parte in cornu Evangelii, dall’altra parte in cornu Epistolae, S. Filippo Neri e S. Antonio da Padova, opera del mentovato pittore Domenico Sozzini paesano”. Il Restorelli aggiungeva inoltre che l’Università dei Calzolari stava meditando di sostituire questo dipinto con un altro dedicato esclusivamente ai Santi Crispino e Crispiniano, poiché se ne stava cercando di riabilitare la devozione, essendosi estinta l’aggregazione di Sant’Agnano, che comprendeva tutti i Calzolari e che esisteva fin dall’epoca del pievano Dario Bucci, il quale ne faceva parte insieme ad altri sacerdoti; insieme essi celebravano i santi Crispino e Crispiniano all’interno della chiesa di Sant’Agostino e poi, all’epoca del Restorelli, che faceva a sua volta parte della congregazione, essi si trasferirono nella Arcipretura. Tutti i calzolari dell’aggregazione di sant’Agnano, venivano ammessi per voti e si dividevano in una serie di ufficiali: quattro festieri, un camerlengo e dodici accattatori, che si occupavano di raccogliere il grano con cui poi pagare la festa di sant’Agnano e che venivano estratti davanti al pievano e agli aggregati. Con i proventi e le elemosine essi si occupavano di mantenere l’altare, provvedere agli arredi, celebrare le messe e le feste di sant’Agnano e sant’Antonio da Padova, rispettivamente titolare e co-titolare dell’altare.

Compilatore

Camilla Tonioni

Data di compilazione

2024
228 x 170 cm
Olio su tela

L. Fornasari, Profilo della pittura cortonesca in Arezzo e provincia, in “Pietro da Cortona per la sua terra. Da allievo a maestro”, a cura di R. Contini, Milano, Electa, 1997, pp. 31-54, pp. 44-46; F. Paturzo, La millenaria pieve dei Santi Egidio e Savino in Monte San Savino, Cortona, Ed. Grafica L’Etruria, 1997, pp. 56-57 (specifica); L. Fornasari, Dipinti e disegni rintracciati. Aggiunte al catalogo di Salvi Castellucci, Giovanni Battista Biondi, Domenico Sozzini, Gian Lorenzo Zagli, Pier Dandini, Mattia De Mare, Pietro Benvenuti e altro (prima parte), in “Bollettino d’informazione della Brigata Aretina degli Amici dei Monumenti”, 69, 1999, pp. 23-27;  L. FORNASARI, Dipinti e disegni rintracciati. Aggiunte al catalogo di Salvi Castellucci, Giovati Battista Biondi, Domenico Sozzini, Gian Lorenzo Zagli, Pier Damimi, Mattia De Mare, Pietro Benvenuti e altro (seconda parte), in “Bollettino d’informazione della Brigata Aretina degli Amici dei Monumenti”, 70, 2000, pp. 51-56; L. Fornasari, Pietro da Cortona profeta nella sua terra, in “Arte in Terra d’Arezzo. Il Seicento”, a cura di L. Fornasari e A. Giannotti, Firenze, Edifir, 2003, pp. 135-161, p. 154 (specifica e di confronto); Monte San Savino: un borgo toscano della Valdichiana, a cura di M. Aguzzi e R. Giulietti, Città di Castello, ICONA Editore, 2016, pp. 103-104, 106 (specifica); APMSS, Libro del SS Sacramento, carta 99; Don Carlo Volpi (a cura di), Visite Pastorali. Corsini Cardinale Nereo, 1672- 1676, “Studi e documenti”, XII, Firenze, Phasar Edizioni, 2020, pp. 206-207; A.L. Restorelli, Notizie della Pieve…, BCA, ms. 82, cc. 32v (a margine), 38v-40, 43v. in G. Centrodi, R. Giulietti, G. Romanelli (a cura di), “Monte San Savino. Letture e riletture storico-artistiche”, Monte San Savino, Ed. Comune di Monte San Savino, 2023, pp. 238, 242-243, 245.

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