
Visita apostolica alla città e diocesi di Arezzo 1583,1… cit., p. 303; A. Fortunio, Cronichetta…, pp. 52, 53; L. Torelli, Secoli agostiniani, VI, Bologna 1680, p. 22; Inventario Generale della Venerabile Confraternita di Misericordia di Monte San Savino – 1861, chiesa, sez. 2; R. Restorelli, NOTIZIE ISTORICHE SPETTANTI ALLA NOBILE TERRA DI MONTESANSAVINO (…) L’ANNO 1772, in “Architettura a Monte San Savino”, Quaderni Savinesi, 2, Comune di Monte San Savino, Firenze, 1989, p. 33; Monte San Savino. Letture e riletture storico-artistiche, a cura di G. Centrodi, R. Giulietti, G. Romanelli, Monte San Savino, Ed. Comune di Monte San Savino, 2023, pp. 120, 121 con bibliografia di riferimento. Per immagini e info sulle stampe cfr. il sito dell’Istituto Centrale per la Grafica:
https://www.calcografica.it/stampe/inventario.php?id=S-FC122752
https://www.calcografica.it/stampe/inventario.php?id=S-FC122749
La Nascita di Maria

Datazione
Ubicazione
Descrizione
Il dipinto è stato fin’ora accostato all’opera del fiorentino Alessandro Allori, raffigurante il medesimo soggetto su tavola, firmata e datata 1595, e realizzata per la cappella Laparelli nella chiesa cortonese di Santa Maria Nuova. Lì l’Allori, che avrebbe dedicato a questo tema un’altra tavola per l’Annunziata di Firenze nel 1602, costruisce l’intera composizione sulla figura di Maria, intorno alla quale si distribuisce un pullulare di personaggi femminili, mentre nei cieli è grande il gaudio tra gli angeli per la nascita della Madre del Salvatore. In realtà, di questo soggetto, per tutto il XVI e XVII secolo vennero avanzate varie interpretazioni, spesso con soluzioni stilistiche condivise o simili elementi compositivi. L’opera savinese ha invece due piani di narrazione. Nello sfondo Sant’Anna è distesa sul letto con degli angeli che reggono il baldacchino e delle inservienti portano unguenti e bevande; in primo piano, invece, delle levatrici svolgono il primo bagno a Maria, alla presenza di due angeli posti di schiena, che sostengono delle ceste. Per entrambe le sezioni l’artista ha guardato a due differenti modelli grafici di Federico Zuccari, che ha funto da modello per la parte inferiore della nostra opera col suo disegno conservato presso Chatsworth, nella Collezione del Duca di Devonshire, e per la parte superiore con quello del Gabinetto delle Stampe di Bruxelles. I disegni hanno potuto circolare tramite stampe tratte da incisioni a bulino di Cort Cornelis del 1568 ca., conservate presso il Gabinetto Disegni e Stampe, nel Fondo Corsini (Vol. 58N26, Inv. S-FC122752; S-FC122749). L’esistenza di un’acquaforte dell’ultimo decennio del Cinquecento, proveniente dalle collezioni granducali e conservata presso il monastero di S. Michele a San Salvi (Inv. 1890, 3426), ne documenta la diffusione in ambiente fiorentino. La scena è assistita in alto da Dio Padre, che benedice il lieto evento riproposto in un dimesso ambiente domestico. L’artista ha utilizzato colori vivaci e pieni per le vesti delle donne, arricchendoli di trine decorate nelle maniche e da ricami floreali, soprattutto nell’ancella che si volta di spalle, la quale presenta un abito bianco decorato con rose rosse, simbolo dell’amore mariano. L’opera trova confronti con lo stile proposto da Bernardino Santini, che nel 1627 licenziò un affresco per il santuario di Santa Maria delle Vertighe, raffigurante il medesimo soggetto, con cui questo condivide la preziosità delle vesti e la costruzione scenica in un ambiente familiare. Di recente lo studioso Marco Ciampolini ha proposto un’attribuzione del dipinto al pittore Francesco Canini (Radicofani, 1580-Sinalunga 1643).
Notizie storico critiche
Quest’opera di buona fattura potrebbe provenire dalla chiesa di Sant’Anna di Monte San Savino, dove aveva sede la Compagnia delle Donne, detta in seguito della SS.ma Vergine del Manto, fondata nel 1356 dall’agostiniano Tinacci; la compagnia venne inizialmente dedicata a Santa Monica e ubicata in un oratorio sotto le abitazioni del convento di Sant’Agostino, insieme alla compagnia della Croce. Nel 1581, data la necessità da parte dei padri agostiniani di ampliare il convento e occupare anche gli spazi concessi in uso alle due compagnie, queste ultime si trasferirono in un altro oratorio, oggi identificabile con la chiesa dedicata a Sant’Anna, madre di Maria Vergine, che era suddivisa in un ambiente inferiore per gli iscritti alla Compagnia della Croce e in una chiesa superiore per le Donne. Nel 1785 le compagnie furono soppresse dalle disposizioni leopoldine e, solo nel 1793, fu ripristinata la Compagnia delle Donne e riutilizzato l’oratorio messo a disposizione del Comune, sotto consenso del vescovo di Arezzo. Nel 1805 il vescovo Albergotti, nel registrare lo stato della chiesa, ricordava che l’altare fosse unico e imperfetto e che esso avesse un quadro rappresentante la Natività dipinto “ultimamente” dal pittore aretino Angelo Ricci; quest’ultimo, infatti, venne forse incaricato di realizzare una copia moderna della nostra opera, spostata da quel luogo almeno fin dal 1793, quando il vescovo Marcacci raccontava che fosse stata avanzata una supplica al vescovo di Arezzo per la restituzione del dipinto da parte delle consorelle. Il dipinto giunge a noi come conclusione di un ciclo cominciato da Ulisse Ciocchi entro il 1625 e costituito da un affresco dedicato alla Presentazione della Vergine al Tempio e uno allo Sposalizio della Vergine, a cui questa Nascita di Maria si legava per completare il ciclo. Venendo ora alla pieve della Misericordia, dove l’opera si trova collocata fin dalla seconda metà del XIX secolo, va notato che nell’altare in stucco settecentesco che esiste al presente era ubicato, in origine, un quadro di tela dedicato alla Vergine del Rosario, opera di Orazio Porta, che risulta ancora lì posto fino al 1861 e che oggi si conserva presso la quadreria del Cassero di Monte San Savino (“all’ Altare della Madonna del Rosario un Quadro con cornice dorata senza cristallo rappresentante la Vergine del Rosario, d’avanti al quale un Candellieretto con palla sopra, e croce il tutto in ottone”); la nostra opera, dunque, dovette essere stata tolta nel 1793 dalla chiesa di Sant’Anna e ricollocata temporaneamente altrove almeno fino al 1861. Alla base dell’altare si possono vedere i mensoloni che contengono gli stemmi, ormai consunti, della casata Bucci-Cini, titolare della compagnia del Rosario, e il Monogramma di Maria Vergine e Regina, a riprova della dedicazione dell’antico sito alla Vergine.
Compilatore
Data di compilazione
Visita apostolica alla città e diocesi di Arezzo 1583,1… cit., p. 303; A. Fortunio, Cronichetta…, pp. 52, 53; L. Torelli, Secoli agostiniani, VI, Bologna 1680, p. 22; Inventario Generale della Venerabile Confraternita di Misericordia di Monte San Savino – 1861, chiesa, sez. 2; R. Restorelli, NOTIZIE ISTORICHE SPETTANTI ALLA NOBILE TERRA DI MONTESANSAVINO (…) L’ANNO 1772, in “Architettura a Monte San Savino”, Quaderni Savinesi, 2, Comune di Monte San Savino, Firenze, 1989, p. 33; Monte San Savino. Letture e riletture storico-artistiche, a cura di G. Centrodi, R. Giulietti, G. Romanelli, Monte San Savino, Ed. Comune di Monte San Savino, 2023, pp. 120, 121 con bibliografia di riferimento. Per immagini e info sulle stampe cfr. il sito dell’Istituto Centrale per la Grafica:
https://www.calcografica.it/stampe/inventario.php?id=S-FC122752
https://www.calcografica.it/stampe/inventario.php?id=S-FC122749
