
SPECIFICA: G. Vasari, Vite 1568, ed. 1878-1906, VI, 1881, pp. 21-22, 25-26; G. Centrodi, Pittura a Monte San Savino, Firenze, 1988, p. 17.; N. Baldini, Niccolò Soggi, Firenze, Edifir, 1997, pp. 28-30, 155, scheda 2; N. Baldini, Consuetudine e familiarità tra Niccolò Soggi terrigena Montis e Andrea Sansovino, in Andrea Sansovino. Profeta in patria, Città di Castello, ICONA, 2016, pp. 59-73, p. 59; N. Baldini, Soggi, Niccolò, in “Treccani. Dizionario Biografico degli Italiani”, vol. 93, (2018), consultabile presso: https://www.treccani.it/enciclopedia/niccolo-soggi_(Dizionario-Biografico)/
DI CONFRONTO: A. Martini, The early work of Bartolomeo della Gatta, in “The Art Bullettin”, XIII, 1960, pp. 133-141, p. 138; Il Museo Statale d’Arte Medievale e Moderna in Arezzo, a cura di A.M. Maetzke, Firenze, 1987, p. 71; S. Casciu Nel raggio di Piero. La pittura nell’Italia centrale nell’età di Piero della Francesca, a cura di L. Berti, catalogo della mostra (Borgo San Sepolcro), Venezia, 1992, p. 110.
DI CONTESTO: R. Restorelli, Notizie istoriche spettanti alla nobile terra di Monte San Savino (…), 1772, cc. 9v-10, pubblicato in G. Carapelli, Naturalmente, un manoscritto: ovvero un’inedita guida settecentesca di Monte San Savino, in “Architettura a Monte San Savino”, Quaderni Savinesi, 2, Monte San Savino, Comune di Monte San Savino, 1989, pp. 21-37, p. 33; A.L. Restorelli, Notizie della pieve… 1774, cc. 10, 20 e ss.; Arte nell’aretino recuperi e restauri dal 1968 al 1974. Catalogo della mostra di Arezzo a cura di L. G. Boccia, Carla Corsi, Anna Maria Maetzke, Albino Secchi, Firenze 1974, pp. 219-220; G. Centrodi, Orazio Porta, in “Quaderno dell’istituto di Storia dell’Arte”, aa. 1982-1983, Facoltà di Magistero – Università di Siena, Città di Castello, 1984; M. Bini, S. Bertocci, R. Martellacci, Emergenze e territorio nell’aretino. I, Firenze, 1991, p. 169; N. Baldini, Consuetudine e familiarità tra Niccolò Soggi terrigena Montis e Andrea Sansovino, in “Andrea Sansovino profeta in patria”, Città di Castello, ICONA Editore, 2016, pp. 59-73, p. 64.
Tenda a padiglione con angeli reggicortina

Datazione
Ubicazione
Descrizione
Questi due angeli reggi fiaccola, tornati alla luce grazie ai restauri condotti dalla Soprintendenza aretina nel 1969, rappresentano forse uno dei primi prodotti noti dell’attività giovanile del savinese Niccolò Soggi, risalenti ad una fase della carriera dell’artista di cui non sono giunte molte opere, ossia al breve periodo di apprendistato svolto dall’artista presso la bottega del Signorelli. Ciò fa di questo affresco un documento di grande valore per la ricostruzione della formazione del Soggi, che qui dimostra già di aver compreso la lezione di Piero della Francesca e degli umbri, tra i quali anche del Perugino. La tenda a padiglione retta dagli angeli, infatti, afferisce ad una tradizione iconografica ben consolidata ed è da porre al confronto con la stessa struttura dipinta da Piero della Francesca nella scena del Sogno di Costantino della cappella Bacci, nella basilica di San Francesco ad Arezzo, così come l’attitudine degli angeli reggicortina si ispira alla Madonna del Parto di Monterchi dello stesso autore; altro confronto eloquente è da instaurare con la Madonna col bambino tra due angeli reggi cortina, proveniente dalla chiesa aretina di sant’Agostino ma conservata presso il museo Nazionale d’Arte Medievale e Moderna di Arezzo, opera di Matteo Lappoli del 1480 ca., che la critica precedentemente dava a Bartolomeo della Gatta, artista a cui il Soggi si ispira per la fisionomia e l’attitudine dell’angelo posto a destra nell’affresco. Nicoletta Baldini, che ha datato l’affresco della pieve di Monte San Savino al 1496, ha ipotizzato che tra i due angeli dipinti potesse trovarsi un tabernacolo eucaristico. Altrettanto suggestivo è il confronto istituibile fra questi angeli e quelli dipinti dalla cerchia di Domenico Ghirlandaio nel 1493 per il sepolcro di Arrigo VII nel Duomo di Pisa, che si legano alla destinazione funebre della composizione pittorica in ripresa degli angeli scolpiti utilizzati nei monumenti funebri a partire dall’epoca gotica. Dal punto di vista stilistico sussistono affinità tra l’ancheggiamento e la sinuosità degli angeli e i panneggi fluidi e leggeri delle opere del Signorelli, mentre sono estrapolate da Bartolomeo della Gatta le espressioni del volto riferibili alle opere conservate a Castiglion Fiorentino e la preziosità dei panneggi trova tangenze negli angeli dell’Assunta di Cortona. Interessante anche la resa spaziale dell’insieme, unita alla scelta di panneggi fluidi, delicati e scivolosi degli angeli, che si sposano col gusto umbro, già intercettato da Giuliano Centrodi.
Notizie storico critiche
Il legame di Niccolò Soggi con Monte San Savino si deve alla provenienza del Soggi da questo luogo; su di lui molto racconta il Vasari, anche se le notizie da lui forniteci sui numerosi soggiorni savinesi, protratti fino al 1526, non sono molto puntuali. Egli ci ricorda come a Monte San Savino il Soggi avesse lavorato al fianco di Antonio da Sangallo il Vecchio, conosciuto nel cantiere del Palazzo di Monte insieme ad Andrea Sansovino, il quale lo introdusse allo studio della prospettiva e lo coinvolse nell’ambiente fiorentino all’età di 12 anni. La genesi della formazione dell’artista, prima della collaborazione presso l’atelier fiorentino del Perugino, dovette però avvenire presso il cortonese Luca Signorelli. La datazione per il nostro affresco al 1496 risulta attendibile se consideriamo che proprio dal 1496 il pievano Angiolo Galletti cominciò a promuovere una serie di lavori nell’area absidale della pieve, affidati all’architetto Sandro Bambocci e ad altre maestranze settignanesi; ciò va contestualizzato nell’ambito dei rapporti intessuti tra il Soggi e la famiglia nobile dei Di Monte, di cui il Soggi divenne una sorta di protetto e con cui egli strinse un legame di parentela poiché Pietro Paolo, fratello del Cardinale Antonio di Monte, sposò una Soggi nel 1487. Anche se non ancora nominato vescovo di Città di Castello né cardinale, Antonio di Monte poté comunque sfruttare le conoscenze nella Curia romana per commissionare la ristrutturazione dell’abside della pieve di Monte San Savino, sua città natale, a partire dal 1495, promuovendo anche la costruzione, nel 1498, del sepolcro del giureconsulto Fabiano di Monte, suo padre, oggi collocato sotto la loggetta a cantoria della pieve, ma in origine posto sul lato sinistro del coro. Antonio di Monte potrebbe essere quindi il committente degli affreschi del Soggi, che potrebbero essere risemantizzati anche alla luce dell’ipotesi di Giuliano Centrodi, il quale ritiene che l’odierna area presbiteriale della pieve della Misericordia fosse stata usata per lungo tempo come cappella funeraria di patronato della famiglia Di Monte, come si evince anche dagli affreschi commemorativi con gli stemmi di quella famiglia, collocati sul lato opposto della chiesa.
Compilatore
Data di compilazione
SPECIFICA: G. Vasari, Vite 1568, ed. 1878-1906, VI, 1881, pp. 21-22, 25-26; G. Centrodi, Pittura a Monte San Savino, Firenze, 1988, p. 17.; N. Baldini, Niccolò Soggi, Firenze, Edifir, 1997, pp. 28-30, 155, scheda 2; N. Baldini, Consuetudine e familiarità tra Niccolò Soggi terrigena Montis e Andrea Sansovino, in Andrea Sansovino. Profeta in patria, Città di Castello, ICONA, 2016, pp. 59-73, p. 59; N. Baldini, Soggi, Niccolò, in “Treccani. Dizionario Biografico degli Italiani”, vol. 93, (2018), consultabile presso: https://www.treccani.it/enciclopedia/niccolo-soggi_(Dizionario-Biografico)/
DI CONFRONTO: A. Martini, The early work of Bartolomeo della Gatta, in “The Art Bullettin”, XIII, 1960, pp. 133-141, p. 138; Il Museo Statale d’Arte Medievale e Moderna in Arezzo, a cura di A.M. Maetzke, Firenze, 1987, p. 71; S. Casciu Nel raggio di Piero. La pittura nell’Italia centrale nell’età di Piero della Francesca, a cura di L. Berti, catalogo della mostra (Borgo San Sepolcro), Venezia, 1992, p. 110.
DI CONTESTO: R. Restorelli, Notizie istoriche spettanti alla nobile terra di Monte San Savino (…), 1772, cc. 9v-10, pubblicato in G. Carapelli, Naturalmente, un manoscritto: ovvero un’inedita guida settecentesca di Monte San Savino, in “Architettura a Monte San Savino”, Quaderni Savinesi, 2, Monte San Savino, Comune di Monte San Savino, 1989, pp. 21-37, p. 33; A.L. Restorelli, Notizie della pieve… 1774, cc. 10, 20 e ss.; Arte nell’aretino recuperi e restauri dal 1968 al 1974. Catalogo della mostra di Arezzo a cura di L. G. Boccia, Carla Corsi, Anna Maria Maetzke, Albino Secchi, Firenze 1974, pp. 219-220; G. Centrodi, Orazio Porta, in “Quaderno dell’istituto di Storia dell’Arte”, aa. 1982-1983, Facoltà di Magistero – Università di Siena, Città di Castello, 1984; M. Bini, S. Bertocci, R. Martellacci, Emergenze e territorio nell’aretino. I, Firenze, 1991, p. 169; N. Baldini, Consuetudine e familiarità tra Niccolò Soggi terrigena Montis e Andrea Sansovino, in “Andrea Sansovino profeta in patria”, Città di Castello, ICONA Editore, 2016, pp. 59-73, p. 64.
