Home 5 Progetto 5 Scena di Annunciazione (frammento)

53x170 cm.
Affresco

G. Vasari, 1568, ed. 1878-1906, VI, 1881, pp. 21-22, 25-26 (specifica); R. Restorelli, 1772,1, cc. 9v-10 (di contesto); 10; A.L. Restorelli, 1774, cc. 10, 20 e ss.; A. Padoa Rizzo, Il percorso di Pier Francesco Fiorentino, in “Commentari”, XXIV, pp. 154-75: 166-167 (di confronto); G. Centrodi, Pittura a Monte San Savino, Firenze, 1988, p. 17 (specifica); Il Museo Statale d’Arte Medievale e Moderna in Arezzo, a cura di A.M. Maetzke, Firenze, 1987, p. 71 (di confronto); M. Bini, S. Bertocci, R. Martellacci, Emergenze e territorio nell’aretino. I, Firenze, 1991, p. 169 (di contesto); N. Baldini, Niccolò Soggi, Firenze, Edifir, (specifica e di contesto); S. Casciu, Nel raggio di Piero. La pittura nell’Italia centrale nell’età di Piero della Francesca, a cura di L. Berti, catalogo della mostra (Borgo San Sepolcro), Venezia, 1992, p. 110 (di confronto).

Scena di Annunciazione (frammento)

Niccolò Soggi ? (Monte San Savino 1479- 1552)

Datazione

1496 ca.

Ubicazione

Pieve dei Santi Egidio e Savino di Monte San Savino – parete destra del coro

Descrizione

Questo affresco frammentario giunge a noi come costituito da tre elementi: una colonna o parasta con capitello ionico, posta a sorreggere l’architrave di un edificio più ampio, forse un tempietto o un pergolato, l’ala piumata di un angelo e infine un vaso lanterna con fiaccola. Si tratta di una scena di Annunciazione, forse realizzata da Niccolò Soggi, autore dell’affresco adiacente a questo e collocato nella parete di fondo del coro; l’affresco fa forse parte dei lavori eseguiti intorno al 1496 su commissione di Antonio di Monte che coinvolsero l’area presbiteriale della pieve. Per trovare confronti con dipinti coevi che poterono influenzare l’attività del Soggi si potrà osservare l’Annunciazione attribuita al Signorelli depositata nella chiesa aretina di San Francesco ed eseguita intorno al 1475, ma anche quella realizzata dallo stesso artista nel 1491 e oggi conservata presso la pinacoteca dei Musei Civici di Volterra, opere che funsero da modello per il giovane Soggi, apprendista in gioventù presso la bottega del cortonese. Il classicismo del pergolato che accoglie la scena mistica si lega direttamente ad altri esempi illustri, come la scena di Annunciazione di Piero della Francesca presso la cappella Bacci di San Francesco ad Arezzo o quella posta a sormontare il polittico di Sant’Antonio della Galleria Nazionale dell’Umbria, con diretti rimandi alla tradizione classica di Filippo Lippi e prima di Beato Angelico.

Notizie storico critiche

La presenza di Niccolò Soggi a Monte San Savino si deve alla provenienza del Soggi da questo luogo; su di lui molto racconta il Vasari, anche se le sue notizie sui numerosi soggiorni savinesi, protratti fino al 1526, non sono molto puntuali. Egli ci ricorda come lì il Soggi lavorò al fianco di Antonio da Sangallo il Vecchio conosciuto nel cantiere del Palazzo di Monte insieme al Sansovino, che lo introdusse allo studio della prospettiva e lo coinvolse nell’ambiente fiorentino all’età di 12 anni. La prima preparazione, prima della collaborazione presso l’atelier fiorentino del Perugino, dovette però avvenire presso Luca Signorelli, cortonese e attivo nell’aretino. La datazione per il nostro affresco al 1496 risulta attendibile se consideriamo che dal 1496 il pievano Angiolo Galletti promosse una serie di lavori nell’area absidale della pieve, condotti dall’architetto Sandro Bambocci; ciò si lega ai rapporti intessuti tra il Soggi e la famiglia nobile di Monte, di cui il Soggi divenne una sorta di protetto e con cui egli strinse un legame di parentela poiché Pietro Paolo, fratello del Cardinale Antonio di Monte, sposò una Soggi nel 1487. Anche se non ancora nominato vescovo di Città di Castello né cardinale, Antonio di Monte poté comunque sfruttare le conoscenze nella Curia romana per commissionare la ristrutturazione dell’abside della pieve di Monte San Savino, sua città natale, a partire dal 1495, promuovendo anche la costruzione, nel 1498, del sepolcro del giureconsulto Fabiano di Monte, suo padre, oggi collocata sotto la cantoria sul lato sinistro dell’ingresso, ma in origine posta sul lato sinistro del coro, nell’area presbiteriale. Antonio di Monte risulta essere quindi il committente degli affreschi del Soggi, che completarono l’impresa della costruzione del monumento funebre, opera di Andrea Bregno.

Compilatore

Camilla Tonioni

Data di compilazione

2024
53x170 cm.
Affresco

G. Vasari, 1568, ed. 1878-1906, VI, 1881, pp. 21-22, 25-26 (specifica); R. Restorelli, 1772,1, cc. 9v-10 (di contesto); 10; A.L. Restorelli, 1774, cc. 10, 20 e ss.; A. Padoa Rizzo, Il percorso di Pier Francesco Fiorentino, in “Commentari”, XXIV, pp. 154-75: 166-167 (di confronto); G. Centrodi, Pittura a Monte San Savino, Firenze, 1988, p. 17 (specifica); Il Museo Statale d’Arte Medievale e Moderna in Arezzo, a cura di A.M. Maetzke, Firenze, 1987, p. 71 (di confronto); M. Bini, S. Bertocci, R. Martellacci, Emergenze e territorio nell’aretino. I, Firenze, 1991, p. 169 (di contesto); N. Baldini, Niccolò Soggi, Firenze, Edifir, (specifica e di contesto); S. Casciu, Nel raggio di Piero. La pittura nell’Italia centrale nell’età di Piero della Francesca, a cura di L. Berti, catalogo della mostra (Borgo San Sepolcro), Venezia, 1992, p. 110 (di confronto).

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