Home 5 Progetto 5 San Sebastiano

160 x 110 cm
Olio su tela

Sul retro della cornice compaiono in capitale le lettere FC

G. Romanelli, R. Giulietti, G. Centrodi, Monte San Savino, letture e riletture storico-artistiche, Città di Castello, Stampa Petruzzi, 2023, p. 116, n. 482.

San Sebastiano

Agostino di Anselmo Carosi (?)

Datazione

Inizi del XVII secolo

Ubicazione

Nei locali della Misericordia di Monte san Savino

Descrizione

Il santo compare in primo piano, vestito del solo perizoma, legato ad un albero, il cui corpo è trafitto da varie frecce. Sullo sfondo un cielo al tramonto dai toni blu e una città in lontananza, circondata da mura e caratterizzata da case torri ed un alto campanile; sulla sinistra appaiono delle colline con cipressi; sulla destra e’ presente un piccolo edificio con , in lontananza, pastori e contadini.

L’opera prende spunto compositivo dallo stendardo di San Sebastiano, opera del senese Giovanni Antonio Bacci detto il Sodoma, del 1525, da cui il nostro artista trae la contorsione del corpo e lo sguardo languido verso il cielo. Il Santo fu molto adorato da quei sodalizi di assistenza ai malati, perché considerato protettore dalla peste, malattia endemica tra il 300 ed il 700 in Toscana. Recentemente (G. Romanelli, R. Giulietti, G. Centrodi, Monte san Savino, letture e riletture storico-artistiche, Monte San Savino, 2023, p.116, n. 482) è stato attribuito al maestro di Pontignano , attivo nella Certosa senese medesima, e identificato (da Marco Ciampolini ( Pittori senesi del seicento, vol. II, Poggibonsi, 2010, pp. 635-637) nel pittore tardo manierista Agostino D’Anselmo Carosi,..

Notizie storico critiche

Nella Pieve vi era un altare  dedicato a San Sebastiano, anche se l’altare più importante si trovava in San Agostino dove aveva sede una Compagnia nata per la peste del 1485 e nell’occasione venne fatta per questo altare una tavola dal pittore attivo a Siena Matteo di Giovanni che purtroppo è andata dispersa e di cui rimangono in Santa Chiara i bei laterali (G. Romanelli, R. Giulietti, G. Centrodi, Monte san Savino, letture e riletture storico-artistiche, Monte San Savino, 2023, pp.115-116).  Dopo la committenza della tavola il Comune decise che le feste che la Comunità fa in Pieve per l’avvenire si faccino all’altare di San Bastiano in S. Agostino;  nel 1593 una nuova tavola, oggi a San Giovanni, fu dipinta da Ulisse Giocchi in sostituzione di quella realizzata da Matteo di Giovanni che era già stata tolta 10 anni prima .

Compilatore

Paola Semoli

Data di compilazione

Gennaio 2024
160 x 110 cm
Olio su tela

Sul retro della cornice compaiono in capitale le lettere FC

G. Romanelli, R. Giulietti, G. Centrodi, Monte San Savino, letture e riletture storico-artistiche, Città di Castello, Stampa Petruzzi, 2023, p. 116, n. 482.

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