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40 x 45 cm
Pietra serena scolpita

S. M.

A. L. Restorelli, Notizie della pieve, BCA, ms. 82, c. 10; G. Centrodi, R. Giulietti, G. Romanelli (a cura di), Monte San Savino. Letture e riletture storico-artistiche, Monte San Savino, Ed. Comune di Monte San Savino, 2023, p. 59.

Capitello con stemma della compagnia dei Bianchi

Maestranze settignanesi

Datazione

Ultimo decennio del XV secolo

Ubicazione

Pieve dei Santi Egidio e Savino di Monte San Savino - navatella sinistra

Descrizione

Questo capitello fa parte della fase proto rinascimentale della pieve dei Santi Egidio e Savino e fu scolpito presumibilmente dalle maestranze settignanesi che operarono a Monte San Savino tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo. Ad esse si deve, infatti, la costruzione dell’intera tribuna presbiteriale della pieve, sorretta da due colonne con capitello scolpito, la cui realizzazione fu finanziata dalla Compagnia dei Bianchi e da quella dei Neri, celebrate con i rispettivi stemmi. Nello specifico questo capitello, con foglie di acanto che formano dei riccioli a spirale e chiuso da un echino ad ovuli, presenta al centro lo scudo con le lettere S. M., in dedica alla Vergine, titolare della compagnia laicale dei Bianchi, vicina ai monaci camaldolesi, già esistente a Monte San Savino dal 1325 e riunita dentro l’oratorio di Santa Maria della Neve dalla metà del XV secolo. Sopra lo stemma campeggia un fiore, traduzione moderna di un tipo iconografico medievale, diffuso a partire dai capitelli romanici del Battistero di Firenze.

Notizie storico critiche

La costruzione della tribuna presbiteriale sorretta da due colonne con capitelli scolpiti, di cui qui si vede quello posto a sinistra della loggetta, si deve all’azione del pievano Angiolo Galletti, che dal 1497 proseguì i lavori di ampliamento e abbellimento della pieve, precedentemente sostenuti dallo zio Domenico Galletti. Alla fase del reggimento della pievanìa da parte di quest’ultimo si possono ascrivere, infatti, la costruzione del monumento funebre di Fabiano di Monte (morto il 2 giugno 1498) e della cantoria a loggetta che entro il 1503 andò a sorreggere l’organo appena costruito. Insieme alla Compagnia dei Neri e all’impegno economico del pievano Angelo Galletti, il cui stemma in pietra figura in mezzo alla cupola della tribuna, la Compagnia dei Bianchi elargì del denaro non solo per l’esecuzione del capitello, ma bensì dell’intera tribuna, come ci racconta Anton Leone Restorelli nel 1774.

Compilatore

Camilla Tonioni

Data di compilazione

2024
40 x 45 cm
Pietra serena scolpita

S. M.

A. L. Restorelli, Notizie della pieve, BCA, ms. 82, c. 10; G. Centrodi, R. Giulietti, G. Romanelli (a cura di), Monte San Savino. Letture e riletture storico-artistiche, Monte San Savino, Ed. Comune di Monte San Savino, 2023, p. 59.

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