Home 5 Progetto 5 Tomba del giureconsulto Fabiano Di Monte

170x240 cm.
Pietra serena scolpita

D.O.M. / FABIANO D(e) MONTE IVR(e)CoNSVL(t)o RARISS(im)o SA(crae) CON(cistorialis) AVLe / ADVOCATO CELEB(erri)mo RELIGIOnE PIETATE ET DOCTRInA/ INSIGNI VITE INnOCENTIA ET INTEGRITATE ADMIRA(bi)li/ AN(tonius) D(e) MONTE ELEC(tus) CI(vitatis) CASTELLI ROTE LOCVMT(enens) / PATRI DILECTISS(i)mo  P(osvit) / IS VBI VIIm ET LXXvm ANVM AGERET DIVERSIS MAGIS.bvs / INREPREN.ter FVNC.tvs FATO CONCESSIT NATALi SOL.o AN. SAL.tis. NO.re. / MCCCC.mo. XCVIII I JVNII

A. Fortunio, Cronichetta, 1583, p. 39; R.M. Restorelli, NOTIZIE ISTORICHE… l’anno 1772, in “Architettura a Monte San Savino”, Quaderni Savinesi, 2, Monte San Savino, Comune di Monte San Savino, 1989, p. 31; Guelfi-Baldi, Monte San Savino attraverso i secoli, Siena, 1892, p. 89; M. Salmi, Italia sconosciuta: Monte San Savino, in “Emporium”, vol. LVI, n. 336, 1922, pp. 351-360, p. 355; F. Paturzo, La millenaria pieve dei Santi Egidio e Savino in Monte San Savino, Cortona, Ed. Grafica L’Etruria, 1997, pp. 52-53; R. Restorelli, Notizie istoriche spettanti.., in “La quadreria del palazzo comunale di Monte San Savino”, 1997, pp. 49-50; Andrea Sansovino artefice nella sua terra, in Forme rinascimentali nel segno moderno. Catalogo della mostra della Ceramica, a cura di N. Baldini e R. Giulietti, Monte San Savino, 2009, pp. 20-21; G. Fattorini, Andrea Sansovino, Trento, 2013, pp. 51 e ss.; G. Centrodi, Andrea Sansovino genius loci del Monte, in “Andrea Sansovino profeta in patria”, a cura di P. Refice, S. Gatta. M.G. Scarpellini, Città di Castello, 2016, p. 39; A.L. Restorelli, Notizie della Pieve.., BCA, ms. 82, cc. 31v., 32, 40, in “Monte San Savino. Letture e riletture storico-artistiche”, a cura di G. Centrodi, R. Giulietti e G. Romanelli, Città di Castello, Stampa Petruzzi, 2023, pp. 238, 243; Ivi, pp. 59, 61, 62, 89.

Tomba del giureconsulto Fabiano Di Monte

Bottega di Andrea Bregno (Osteno, 1418 ca. – Roma, settembre 1503)

Datazione

Post 1498

Ubicazione

Pieve dei Santi Egidio e Savino di Monte San Savino – lato sinistro della cantoria

Descrizione

Questo monumento mostra il gisant funebre di Fabiano di Monte, raffigurato con indosso la zimarra dottorale che lo identifica come giureconsulto. In origine esso si trovava posto nell’area oggi occupata dal coro, sulla parete sinistra, circondato dagli affreschi con gli stemmi celebrativi e della famiglia Di Monte, nell’area che, secondo l’opinione di Centrodi, fungeva da cappella commemorativa di patronato di questa nobile famiglia tra XV e XVI secolo, fino all’estinzione della casata dei Di Monte, avvenuta nel 1569 con il figlio del conte Baldovino, Fabiano, che morì senza eredi; oltre al monumento funebre, infatti, in quell’area si trovava anche la sua lastra sepolcrale terragna, posta “sotto lo stallo del Sig. Vicario Regio” (R.M. Restorelli) con l’arme della famiglia realizzata in travertino bianco e con un’iscrizione che ricordava la commissione delle opere da parte dei figli di Fabiano, il Cardinale Antonio di Monte, allora luogotenente della Rota romana, e Vincenzo, padre di Giovanni Maria Di Monte, futuro papa Giulio III. Oggi la lastra pavimentale che doveva coprire la salma del defunto si trova collocata sotto la residenza in legno in corrispondenza della seduta del Vicario Regio, mentre il monumento funebre è stato spostato nel 1748, quando l’arciprete Restorelli volle compiere importanti interventi di restauro alla pieve; modificando l’ordine degli altari, infatti, fu necessario anche spostare l’ingresso laterale alla chiesa, perciò il monumento dovette trovare nuova collocazione per far spazio alla nuova residenza lignea in cornu Evangelii (Restorelli, BCA ms. 82, c. 40). In occasione del trasferimento la struttura ha perso il suo aspetto originario ed è stata profondamente sintetizzata, con la perdita di alcuni pilastrini e archetti, che oggi si conservano presso il lapidario della chiesa di sant’Agostino, lì collocati dopo il trasferimento dell’Arcipretura nel 1818; è il Restorelli a darci testimonianza di come fosse il monumento, che formava “un arco con lavori incisi. a pie di questo posavano la statua del defunto e sotto la sua iscrizione; e sotto di questa una base di pietra a guisa di alto seggio”. Il complesso, originariamente ad arcosolio, è stato rimontato senza alcune parti e con una cornice rovesciata, come si evince dal motivo decorativo che si presenta sotto il defunto: “convenne levare tutto l’ornato del deposito…e trasportare parte della detta statua di pietra e dell”iscrizione sotto all’orchestra dell’organo”. La cornice posta sotto al corpo del defunto presenta valve di conchiglia sormontate da tridenti e delfini, allusione alla morte e alla resurrezione nella vita eterna, mentre nei piedritti sottostanti, che ancora recano ampie tracce di doratura, si presentano per due volte gli stemmi della famiglia Di Monte, circondati da una decorazione simbolica, dedicata al tema dell’eternità dell’anima e dell’amore di Dio, costituita da festoni, nastri, nodi, frutti (pigne e melograni), scudi con rami di ulivo o fiori stilizzati, come rose. L’iscrizione, originariamente posta sotto al corpo del defunto, mancando di alcune informazioni sui ruoli svolti da Antonio Di Monte ci conferma la celerità con cui l’opera fu realizzata, verosimilmente entro il 1502 e cominciata dopo la morte di Fabiano, avvenuta nel 1498.

Notizie storico critiche

Fabiano di Monte (1422-1498) nacque da Antonio di Piero Ciocchi e fu capostipite della nobile famiglia Del Monte, decidendo nel 1497, anno in cui venne ascritto al patriziato aretino, di abbandonare il cognome Ciocchi in favore del cognome Di Monte, che indicava il suo luogo d’origine, assumendo anche la nuova arme che contraddistinse la sua famiglia: azzurra, alla banda di rosso con tre monti d’oro tra due corone di lauro. Egli fu padre di Vincenzo (1468-1504), Pier Paolo, gonfaloniere di Perugia, e del Cardinale Antonio Maria (1461-1533). Durante la vita svolse la professione di giureconsulto, insegnando diritto ed esercitando l’attività di avvocato concistoriale a Roma dal 1492, anno in cui Innocenzo VIII gli dette la propositura aretina, avendo egli incamerato un gran numero di benefici ecclesiastici; era un uomo di fama e molto erudito, tanto che nel 1497 fu autore del Tractatus de emptione et venditione et de omnibus contracribus in genere, dato alle stampe a Siena nel 1498, dedicato alla materia del diritto economico. Nel monumento a lui dedicato Fabiano poggia il capo su due cuscini con federa intrecciata ed è vestito con una lunga zimarra tunicata con ampie maniche, custodendo il suo trattato tra le mani, incrociate sul ventre e adornate da un anello al mignolo destro; ai piedi indossa le pantofole e sul capo la berretta, da cui fuoriescono delle ciocche di capelli, che incorniciano un volto segnato da poche rughe sulla fronte e intorno alla bocca, seppure la sua espressione sia rasserenata nella beatitudine della morte. Guelfi e Baldi attribuirono erroneamente il monumento al genius loci Andrea Contucci, detto il Sansovino (Guelfi-Baldi, 1892, p. 89), ma come ha recentemente notato Gabriele Fattorini, l’opera andrebbe casomai avvicinata alla produzione della bottega di Andrea Bregno, scultore e architetto lombardo operante in ambiente romano, che potrebbe aver ricevuto da Antonio Di Monte, già attivo nell’Urbe, l’incarico di eseguire la tomba di Fabiano Di Monte, affidandone poi la realizzazione a degli stretti collaboratori, forniti di un suo schema operativo; la qualità dei fregi ornamentali all’antica, di gran lunga più convincenti rispetto al ritratto funebre di Fabiano Di Monte, privo di verosimiglianza plastica nella lavorazione dei tratti somatici e della veste, convince Fattorini a ipotizzare che la struttura decorativa sia stata eseguita nell’Urbe dalla bottega del Bregno e che invece il gisant sia stato opera di scultori savinesi, guidati dalle direttive del maestro lombardo. Tra le opere più similari alla nostra, accostabili alla bottega del Bregno, si osservino quelli dedicati a Giorgio Costa e al Cardinale Cristoforo della Rovere, che condividono anche la tipologia dei motivi decorativi con la nostra struttura; il monumento trova confronti anche con quelli di Diotisalvi Neroni e Giovanni Alberini nella chiesa romana di Santa Maria Sopra Minerva. La posa rigida del giacente, resa tale dalle pieghe della veste a fusto di colonna e nella plastica facciale alquanto sintetica, invece, possono essere messe a confronto con quella presentata da Giovanni Basso della Rovere in Santa Maria del Popolo del 1485. Altra proposta di attribuzione arriva da Centrodi, Giulietti e Romanelli, che hanno osservato come il monumento potesse far parte dei lavori eseguiti da maestranze settignanesi attive alla fine del XV secolo e all’inizio del XVI secolo a Monte San Savino, poiché gli “elementi figurativi dei fregi (…) molto raffinati e dinamici a confronto con la figura di Fabiano sostanzialmente rigida confermerebbero la paternità di scalpellini settignanesi, esperti decoratori eppur non eccelsi nella figurazione plastica” (Monte San Savino…, 2023, p. 59).

Compilatore

Camilla Tonioni

Data di compilazione

2024
170x240 cm.
Pietra serena scolpita

D.O.M. / FABIANO D(e) MONTE IVR(e)CoNSVL(t)o RARISS(im)o SA(crae) CON(cistorialis) AVLe / ADVOCATO CELEB(erri)mo RELIGIOnE PIETATE ET DOCTRInA/ INSIGNI VITE INnOCENTIA ET INTEGRITATE ADMIRA(bi)li/ AN(tonius) D(e) MONTE ELEC(tus) CI(vitatis) CASTELLI ROTE LOCVMT(enens) / PATRI DILECTISS(i)mo  P(osvit) / IS VBI VIIm ET LXXvm ANVM AGERET DIVERSIS MAGIS.bvs / INREPREN.ter FVNC.tvs FATO CONCESSIT NATALi SOL.o AN. SAL.tis. NO.re. / MCCCC.mo. XCVIII I JVNII

A. Fortunio, Cronichetta, 1583, p. 39; R.M. Restorelli, NOTIZIE ISTORICHE… l’anno 1772, in “Architettura a Monte San Savino”, Quaderni Savinesi, 2, Monte San Savino, Comune di Monte San Savino, 1989, p. 31; Guelfi-Baldi, Monte San Savino attraverso i secoli, Siena, 1892, p. 89; M. Salmi, Italia sconosciuta: Monte San Savino, in “Emporium”, vol. LVI, n. 336, 1922, pp. 351-360, p. 355; F. Paturzo, La millenaria pieve dei Santi Egidio e Savino in Monte San Savino, Cortona, Ed. Grafica L’Etruria, 1997, pp. 52-53; R. Restorelli, Notizie istoriche spettanti.., in “La quadreria del palazzo comunale di Monte San Savino”, 1997, pp. 49-50; Andrea Sansovino artefice nella sua terra, in Forme rinascimentali nel segno moderno. Catalogo della mostra della Ceramica, a cura di N. Baldini e R. Giulietti, Monte San Savino, 2009, pp. 20-21; G. Fattorini, Andrea Sansovino, Trento, 2013, pp. 51 e ss.; G. Centrodi, Andrea Sansovino genius loci del Monte, in “Andrea Sansovino profeta in patria”, a cura di P. Refice, S. Gatta. M.G. Scarpellini, Città di Castello, 2016, p. 39; A.L. Restorelli, Notizie della Pieve.., BCA, ms. 82, cc. 31v., 32, 40, in “Monte San Savino. Letture e riletture storico-artistiche”, a cura di G. Centrodi, R. Giulietti e G. Romanelli, Città di Castello, Stampa Petruzzi, 2023, pp. 238, 243; Ivi, pp. 59, 61, 62, 89.

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