Home 5 Progetto 5 Organo da parete

600 x 500 cm.
Legno di noce intagliato e dorato, metallo, cuoio

Cartiglio con 181(7) dentro il somiere

R. Giorgetti, F .Paturzo, Organi ed organari a Monte san Savino, 1995, pp.19-29; F. Paturzo, La millenaria pieve dei SS. Egidio e Savino in Monte San Savino, Editrice grafica Cortona,1997, pp. 42, 58, 61. G. Romanelli, R. Giulietti e G. Centrodi, Monte San Savino, letture e riletture storico artistiche, ed. Comune di Monte San Savino, 2023, p. 233

 

Organo da parete

Autori di scuola toscana

Datazione

Dagli inizi del Sec. XVII,

Ubicazione

Controfacciata Pieve di S.Egidio e Savino

Descrizione

Collocato sulla controfacciata, su una cantoria in muratura, l’organo è in legno di noce, intagliato e dorato. Le canne sono incorniciate da una struttura a semicolonne scanalate con capitelli compositi che sorreggono un timpano interrotto con al centro lo stemma  della famiglia Cungi sorretto da due putti. L’organo  e’ a 5 campate di canne; somiere a vento con 9 pettini e 2 somieri minori. Tastiera a 45 note.  La cornice, di impianto rinascimentale, ha però caratteri manieristici nella presenza del timpano spezzato; questa peculiarità unita ad una particolare esuberanza dei partiti  decorativi sposta  l’esecuzione del grande strumento all’inizio del XVII secolo.

Notizie storico critiche

Di grande effetto anche se non di raffinata esecuzione, ma sicuramente gradevole;, l’organo fu realizzato a spese del pievano Santi Cungi, agli inizi del XVII secolo, della cui nobile famiglia compare lo stemma sopra il timpano e sostituì un organo di Giovanni Piffero degli inizi del 500 che come ricorda Franco Paturzo (La millenaria pieve dei Santi Egidio e Savinio, Editrice grafica l’Etruria, Cortona, 1997, p.42, n.84) doveva essere sulla parete sinistra dove oggi vi è un arco chiuso per ospitare i mantici. Nel 1702 è documentato intervento di ampliamento registri da parte dell’organaro Carlo Ridolfi di Firenze nel periodo in cui era pievano Dario Bucci (1692-1725); nel 1732 fu restaurato dal lucchese Domenico Francesco Cacioli. Da Pier Fortunato Failli di Pieve a Remole, frate a Foiano, nel 1749, dopo i lavori di ristrutturazione della Pieve, fu restaurato e ripulito. Restorelli (G. Romanelli, R. Giulietti e G. Centrodi, Monte San Savino, letture e riletture storico artistiche, ed. Comune di Monte San Savino, 2023, p. 233) ricorda che l’organo riempitosi di polvere e calcinacci fu ripulito e il maestro di cappella di Foiano, Fortunato da Remole rese sonabili alcuni contrabbassi, Qualche anno dopo fu ripulito dall’organista Carlo Perugini di Siena che poiché era occupato anche per l’organo di San Giuseppe ebbe come pagamento solo 5 scudi e il permesso di lavorare nel quartiere sotto la canonica; il signor D. Girolamo Sestini, maestro di cappella, lo tenne accordato e rifece i tasti in osso nero e bianco.. Nel 1781 furono riparati i mantici e alla spesa parteciparono anche i Confratelli della Compagnia del Rosario che officiava in Pieve; nel 1817 (27) come si legge su cartiglio all’interno del somiere, fu restaurato ed ampliato dal maestro Francesco Pellegrini di Serre di Rapolano. Nel 1839 fu aggiunto il registro del cornetto a 3 file di canne da Michelangelo Paoli di Campi Bisenzio, famoso organaio , a capo di una azienda a Lucca. Furono spesi ben 150 scudi. Altro restauro nel 1885 del maestro Luigi Vieri di Arezzo per la somma di 300 lire , da parte della sopravvenuta Fraternita della Misericordia come documentato dall’Archivio della stessa, a quell’anno. L’ultimo restauro è stato effettuato nel 1996/98.

Compilatore

Paola Semoli

Data di compilazione

2023
600 x 500 cm.
Legno di noce intagliato e dorato, metallo, cuoio

Cartiglio con 181(7) dentro il somiere

R. Giorgetti, F .Paturzo, Organi ed organari a Monte san Savino, 1995, pp.19-29; F. Paturzo, La millenaria pieve dei SS. Egidio e Savino in Monte San Savino, Editrice grafica Cortona,1997, pp. 42, 58, 61. G. Romanelli, R. Giulietti e G. Centrodi, Monte San Savino, letture e riletture storico artistiche, ed. Comune di Monte San Savino, 2023, p. 233

 

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