
G. Romanelli, Prospettive di studio sulla ceramica savinese, in “Mostra della ceramica Toscana, Maioliche e Porcellane di Doccia”. Catalogo della Mostra, Monte San Savino, Firenze, 1972, pp. non numerate, figg. 2, 3; G. Romanelli, Festa della Ceramica , Arte e Tradizione. Catalogo della mostra, Monte San Savino Firenze, 1973, p. 5; Ceramiche di Monte San Savino. Dal XVIII al XX secolo, a cura di G. Busti ed F. Cocchi, Monte San Savino, Cassero, 29 giugno-25 agosto 1991, Firenze, Arti Grafiche “Il Torchio”, 1991, pp. 70-72; C. Cinelli, F. Vossilla, Il Museo del Cassero di Monte San Savino, Grosseto, Editrice Le Balze, 1997, pp. 27-28; Monte San Savino: un borgo toscano della Valdichiana, a cura di M. Aguzzi e R. Giulietti, Città di Castello, ICONA Editore, 2016, p. 106.
San Giovanni Battista fra due Angeli reggicero

Datazione
Ubicazione
Descrizione
Questo rilievo in terracotta, delle dimensioni di una targa centinata, è dedicato a San Giovanni Battista, posto in posizione eretta, al centro di un arco con intradosso a cassettoni, decorati a rosette, e incorniciato da un festone vegetale arcuato con foglie e bacche, retto da colonne doriche. Ai lati del santo, che veste una tunica di pelle di cammello, stanno due angeli reggi candelabro, che si rifanno agli angeli dipinti da Niccolò Soggi nella pieve di Monte San Savino alla fine del XV secolo (alla cui scheda si rimanda) e che hanno come modello quelli della Madonna del Parto di Piero della Francesca. L’opera è stata attribuita da Giovanni Romanelli alla bottega Aretini ed è stata da egli accostata alla Madonna col Bambino e santi, opera del Sansovino, conservata nella chiesa di Santa Chiara a Monte San Savino; nel complesso si evince un’ingenuità compositiva, riscontrabile anche nello studio delle proporzioni architettoniche della volta e del loggiato, che dovrebbero offrire una veduta di profondità verso l’interno e che invece sono costruite annullando ogni prospettiva e schiacciando la composizione su un piano orizzontale.
Notizie storico critiche
Questa targa in terracotta è un esempio delle varie targhe devozionali che intorno al XVIII secolo dovettero svilupparsi in gran numero a Monte San Savino, anche grazie alla proliferazione di fornaciai e vasari che tra Seicento e Ottocento operarono nella zona. Seppur figlia di un’arte popolare, l’opera trova termini di paragone in simili soggetti, opera di artisti come i robbiani o come il Sansovino, attivo presso Monterchi, dove fu autore di un tabernacolo di raffinata fattura dedicato a San Giovanni Battista. Centrodi ipotizza che l’opera sia stata murata nella pieve a seguito dei restauri indetti dal Restorelli alla metà del XVIII secolo, poiché opere del genere erano solitamente esposte come targhe devozionali all’aperto.
Compilatore
Data di compilazione
G. Romanelli, Prospettive di studio sulla ceramica savinese, in “Mostra della ceramica Toscana, Maioliche e Porcellane di Doccia”. Catalogo della Mostra, Monte San Savino, Firenze, 1972, pp. non numerate, figg. 2, 3; G. Romanelli, Festa della Ceramica , Arte e Tradizione. Catalogo della mostra, Monte San Savino Firenze, 1973, p. 5; Ceramiche di Monte San Savino. Dal XVIII al XX secolo, a cura di G. Busti ed F. Cocchi, Monte San Savino, Cassero, 29 giugno-25 agosto 1991, Firenze, Arti Grafiche “Il Torchio”, 1991, pp. 70-72; C. Cinelli, F. Vossilla, Il Museo del Cassero di Monte San Savino, Grosseto, Editrice Le Balze, 1997, pp. 27-28; Monte San Savino: un borgo toscano della Valdichiana, a cura di M. Aguzzi e R. Giulietti, Città di Castello, ICONA Editore, 2016, p. 106.
