Home 5 Progetto 5 Angelo reggicandelabro

150 x 50 cm
Legno intagliato, laccato e dorato

Inventario Generale della Venerabile Confraternita di Misericordia di Monte San Savino – 1861, chiesa, sez. 2; Visite pastorali del vescovo Tommaso Salviati 1638 al 1648, vol. I, cit., p. 214; APREM, n. 723, c. 342; n. 1867, c. 296; Monte San Savino. Letture e riletture storico-artistiche, a cura di G. Centrodi, R. Giulietti, G. Romanelli, Monte San Savino, Ed. Comune di Monte S. Savino, pp. 121, 129.

 

Angelo reggicandelabro

Ignoto intagliatore toscano della metà del XVIII secolo

Datazione

Metà del XVIII secolo

Ubicazione

Pieve dei Santi Egidio e Savino di Monte San Savino – colonne della tribuna d'accesso al coro

Descrizione

Questo angelo, insieme al suo pendant, realizzati in legno laccati e dorati, furono collocati presso le colonne di accesso all’area presbiteriale della pieve dopo le modificazioni indette dal pievano Anton Leone Restorelli alla metà del XVIII secolo. Gli angeli sono costruiti secondo la ripresa di moduli formali e tipologici diffusi nel Cinquecento in ambito toscano, partendo dal classicismo degli angeli di Domenico Beccafumi nel Duomo di Siena, riletto in chiave post-barocca; infatti, osservando l’attitudine e la costruzione anatomica delle figure angeliche, si evidenzia in generale un’insistente eleganza compositiva, figlia della cultura classicista, data dallo slancio verso l’alto delle figure, che puntano i ceri al cielo, con volti graziosi e animati lievemente da capelli che si gonfiano a ciocche ampie; da qui si comprende altresì il superamento di alcuni caratteri cinquecenteschi, aperti a un rinnovamento figlio della cultura barocca, come si evince dal confronto tra questi angeli e quelli di Iacopo Vanni nella Santissima Annunziata di Arezzo, che, pur ripetendo lo stesso movimento, non hanno ancora elaborato l’insegnamento romano del Bernini. D’altra parte, però, l’eleganza compositiva del corpo degli angeli savinesi cede il passo ad un’eccessiva abbondanza nelle vesti, che risultano particolarmente gravi e fascianti; la presenza delle fitte pieghe, che si increspano nei punti del bacino, delle spalle, e delle gambe, creando dei drappi dorati, alimenta il senso di rigidità della struttura corporea, limitando i movimenti degli angeli, che risultano quasi imprigionati dentro alle loro vesti. Questo è ciò che accade anche nei sei angeli della collegiata di Lucignano, opera dello scultore aretino Francesco Mori, che vi lavorò nel 1783, cercando legami con la cultura cinquecentesca, ma aprendo le opere ad un rinnovamento stilistico. D’altra parte, nell’aulica eleganza delle pose, escludendo la pesantezza dei panneggi, i nostri angeli trovano confronti anche con quelli di Domenico Arrighetti a Siena, o quelli conservati a Massa Marittima, tutti di ispirazione Beccafumiana.

Notizie storico critiche

Queste due sculture lignee potrebbero provenire dalla chiesa della Fraternita di Monte San Savino, detta anche “della Misericordia”, intitolata santi Lorentino e Pergentino ed esistente nell’area dell’ex ghetto ebraico fino al 1783, quando le compagnie vennero soppresse per volontà di Pietro Leopoldo di Asburgo-Lorena e la chiesa fu alienata. In quell’occasione vennero stimati e spostati gli arredi lì contenuti, tra i quali figuravano due angeli reggi candelabro lignei, forse riconducibili a questi. E’ indubbio che gli angeli non si trovassero nella pieve fino al 1774, poiché la attenta relazione dei lavori realizzata dal Restorelli manca di citarli. Le opere possono essere identificate con i due angeli descritti nei registri di inventario del 1861 della Misericordia di Monte San Savino, dove essi sono descritti come “Angioli in legno dorato, sovrastanti a basi pure di legno colorate e dorate in atto di sorreggere un lume si vedono alle due colonne suddette, ed alle quattro pareti corrispondenti”.

Compilatore

Camilla Tonioni

Data di compilazione

2024
150 x 50 cm
Legno intagliato, laccato e dorato

Inventario Generale della Venerabile Confraternita di Misericordia di Monte San Savino – 1861, chiesa, sez. 2; Visite pastorali del vescovo Tommaso Salviati 1638 al 1648, vol. I, cit., p. 214; APREM, n. 723, c. 342; n. 1867, c. 296; Monte San Savino. Letture e riletture storico-artistiche, a cura di G. Centrodi, R. Giulietti, G. Romanelli, Monte San Savino, Ed. Comune di Monte S. Savino, pp. 121, 129.

 

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