Home 5 Progetto 5 Residenza del Magistrato e della Fraternita

520 x 240 x 130 cm
Legno intagliato e dorato

A.L. Restorelli, Notizie della pieve (…) l’anno 1774, BCA, ms. 82, cc. 32, 37; R. Restorelli, in G. Carapelli, Naturalmente un manoscritto ovvero un’inedita ‘guida’ settecentesca di Monte San Savino, in Architettura a Monte San Savino, Firenze, 1989, p. 30; G. Centrodi, R. Giulietti, G. Romanelli (a cura di), Monte San Savino. Letture e riletture storico-artistiche, Città di Castello, Stampa Petruzzi, 2023, p. 121.

Residenza del Magistrato e della Fraternita

Luigi di Francesco Nofri (intagliatore); Antonio Bonichi (doratore)

Datazione

XVIII secolo, metà

Ubicazione

Area presbiteriale della pieve della Misericordia (lato sinistro e lato destro)

Descrizione

Le due residenze di bell’intaglio sono costituite da una pedana con gradino di accesso e due file di sedute da cinque posti ciascuna con aggiunta di due sedute più ampie, ricavate nella stessa struttura ma separate mediante un fregio ornamentale intagliato, che servivano per ospitare da una parte il Iusdicente e il Gonfaloniere con l’arme del Sovrano e dall’altra parte il Gonfaloniere e il vicario. L’alto schienale delle sedute posteriori ha una struttura severa data dalla successione di lesene con fusto decorato da un festone fogliaceo dorato, sormontato da un capitello con testine di cherubino con volute angolari dorate e con sopra una trabeazione tripartita retta da alto pulvino. L’intaglio delle volute, che chiudono la struttura a mo’ di bracciolo, ripete l’andamento arricciato e classicheggiante che il Restorelli aveva scelto per le nuove strutture della chiesa appena rielaborata dopo i restauri della metà del XVIII secolo, come si vede dai profili delle finestre e degli stucchi, dal raccordo delle linee dell’altare maggiore – fatta eccezione per il ciborio di epoca successiva – o dall’andamento degli stemmi con volute che culminano sugli altari laterali. Ad impreziosire la lavorazione del manufatto giungono l’intaglio a traforo dello schienale delle sedute anteriori, alquanto rigoglioso e suntuoso, insieme ai dettagli che sono stati sottoposti a doratura, come le testine di cherubino e le volute che decorano le lesene o infine la decorazione mistilinea a forma di M che termina con un fiore al centro e che sormonta ogni singola seduta.

Notizie storico critiche

Queste due residenze in legno settecentesche, rispettivamente dedicate al Magistrato (quella del lato sinistro) e alla Fraternita (quella del lato destro), sono opera dell’intagliatore Luigi di Francesco Nofri. La Fraternita, dipendente dal Comune con sede nell’oratorio dei santi Lorentino e Pergentino a Monte San Savino, eleggeva quattro priori e il camerlengo, che insieme ai rappresentanti della comunità sedevano negli stalli vestiti “di lucco nero e becca similmente nera, ed il loro camarlingo in abito alla francese di color nero, con due donzelli avanti con indosso l’abito turchino, guernito di frangia di vario colore” (R. Restorelli 1772); la loro residenza, ubicata vicino alla porta di sagrestia, costò 30 scudi per l’intaglio e 15 scudi per la doratura. Più complessa la questione della residenza del Magistrato, in cornu Evangelii, che esisteva già, in altra forma, prima delle modificazioni architettoniche operate da Anton Leone Restorelli alla metà del XVIII secolo, spostata per rispondere al nuovo disegno per la chiesa; al di sopra della residenza si trovava in origine il monumento funebre in pietra di Fabiano di Monte, trasferito poi sotto alla cantoria, nel lato sinistro dell’ingresso, per permettere ai nuovi stalli della residenza del Magistrato di trovare spazio. Perché tutto l’insieme fosse coerente venne anche spostata la porta di ingresso a lato dell’edificio, cosicché la residenza si trovasse speculare a quella della Fraternita. La struttura si componeva di un seggio distinto per Iusdicente e Gonfaloniere con l’arme del Sovrano e poi veniva la residenza degli altri rappresentanti con sopra l’arme della Comunità, in memoria del sussidio di 60 scudi mosso dalla quest’ultima per l’intaglio e la doratura della residenza. Il Seggio del Magistrato era composto da un Gonfaloniere di Giustizia, quattro Priori del Popolo e due Capitani della Parte Guelfa, in carica per quattro mesi. L’abito del Magistrato e del Gonfaloniere era il lucco, ossia una zimarra violacea con tracolla rossa, chiamata becca.

Compilatore

Camilla Tonioni

Data di compilazione

2024
520 x 240 x 130 cm
Legno intagliato e dorato

A.L. Restorelli, Notizie della pieve (…) l’anno 1774, BCA, ms. 82, cc. 32, 37; R. Restorelli, in G. Carapelli, Naturalmente un manoscritto ovvero un’inedita ‘guida’ settecentesca di Monte San Savino, in Architettura a Monte San Savino, Firenze, 1989, p. 30; G. Centrodi, R. Giulietti, G. Romanelli (a cura di), Monte San Savino. Letture e riletture storico-artistiche, Città di Castello, Stampa Petruzzi, 2023, p. 121.

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